Il Giro d’Italia (oggi lunedì 15 giorno di riposo), martedì 16 maggio ripartirà dal Reggiano, da Scandiano, ma con una grande perdita. Il ciclista belga Remco Evenepoel, in maglia rosa e uno dei grandi favoriti per la vittoria finale, che al termine dell’ultima tappa è risultato positivo al Covid insieme a Rigoberto Uran. Due casi che – in aggiunta ai tanti corridori risultati positivi prima e durante la corsa rosa, tra cui gli italiani Conci, Aleotti e Ganna – hanno spinto il direttore della corsa, Mauro Vegni, ad annunciare oggi a Scandiano la reintroduzione dell’obbligo delle mascherine nelle aree in cui i corridori entrano a contatto con altre persone.
Dopo che l’Oms ha dichiarato, proprio a inizio mese, terminata l’emergenza sanitaria per il Covid, né da parte dell’organizzazione, né dell’Unione ciclistica internazionale esistono protocolli e la decisione di fermare ciclisti positivi è interamente in capo alle squadre che non hanno obblighi ma – come fatto dalla Soudal Quick-Step – ritirano gli atleti positivi come forma di tutela dei partecipanti.

Evenpoel è stato costretto a dire addio al primo Grand Tour della stagione dopo che da un test di routine effettuato domenica sera, alla vigilia del primo giorno di riposo, è risultato positivo al Covid-19. Il 23enne campione del mondo, alla sua seconda apparizione al Giro d’Italia, aveva vissuto una buona prima settimana al Giro, vincendo due tappe e conquistando quattro maglie rosa. “Sono davvero dispiaciuto di lasciare la gara. Come parte del protocollo del team, ho fatto un test di routine, che purtroppo è risultato positivo. La mia esperienza qui è stata davvero speciale e non vedevo l’ora di gareggiare nelle prossime due settimane – si rammarica il belga in una dichiarazione sul sito del team -. Non posso ringraziare abbastanza lo staff e i corridori che si sono sacrificati così tanto in preparazione al Giro. Farò il tifo per loro nelle prossime due settimane”. Il giorno prima, tra gli altri, era risultato positivo anche Ganna.






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