“Serve una leadership ma anche un partito. O cambiamo profondamente o bruceremo”. Stefano Bonaccini in un’intervista al Corriere della Sera oggi parla quasi da candidato alla segreteria del Partito Democratico. E poi l’affondo: “Siamo arrivati alle elezioni senza un progetto forte per l’Italia e senza un’alleanza all’altezza della sfida, nonostante tutti gli sforzi fatti da Letta. Lo certifica il voto dei cittadini”. E quindi “o cambiamo profondamente o bruceremo in fretta anche il prossimo segretario. Serve una leadership ma serve anche un partito. Il problema non è di forma o di ruoli, ma di sostanza. Iniziamo per esempio col dire che nel gruppo dirigente servono molti più amministratori locali, donne e uomini, spesso giovani, che ogni giorno devono dare risposte ai cittadini sui problemi reali e che in questi anni hanno tenuto in piedi con il loro lavoro silenzioso il partito: non possiamo più tenerli in panchina”.
E ancora alla domanda, lo sa che nel Pd temono una sua rivoluzione? Risponde Bonaccini: “Serve un cambiamento a prescindere da Bonaccini. Vedo però che a chiedere una discontinuità radicale sono anche alcuni che in questi anni hanno ricoperto con una certa continuità ruoli di governo e di gestione del partito nazionale, quindi niente paura. Servono energia e coraggio”. E sul Congresso: “Sono d’accordo con Letta, il tempo di discutere è adesso”.






Ultimi commenti
Ma è Vannacci o Alberto Sordi nei panni di Nando Mericoni?
Grande! Evviva l'a sè sore al cerchiobottismo!
...zzo! In effetti si sentiva il bisogno di una forza centrorifromistanèdidestranèdisinistra dalle radici democristianucole ma anche laiche però non troppo e che guardi alle reali