Palazzo Magnani riporta la ‘dama’ del Correggio

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di Alice Varini – L’arte cinquecentesca italiana ci ha regalato infinite opere cariche di bellezza e perfezione tecnica, tanto quanto il mistero che aleggia intorno a loro. Una delle più interessanti (a mio avviso) è “Ritratto di giovane donna” del Correggio, che per 5 mesi, ritornerà a Reggio Emilia, grazie alla Fondazione di Palazzo Magnani. La mostra temporanea si terrà ai chiostri di San Pietro dal 24 ottobre 2019 all’8 marzo 2020. La mia curiosità non ha limite e mi porta a organizzare un piccolo incontro con il presidente della Fondazione di Palazzo Magnani, Davide Zanichelli. Trovandolo molto cordiale e disponibile, mi accoglie nel suo ufficio.

Davide Zanichelli (presidente Fondazione Palazzo Magnani)

 

Il “ritratto di giovane donna” del Correggio è dal 1925 al museo Ermitage di San Pietroburgo, dopo 5 secoli dalla sua nascita ritorna in terra natia per la prima volta a Palazzo Magnani. Che rapporto ha la Fondazione con uno dei dipinti più misteriosi del ‘500?

“La nostra è una collaborazione con il museo Ermitage di San Pietroburgo iniziata qualche anno fa con un esposizione di Piero della Francesca nella città Russa, che prosegue tutt’ora con progetti di collaborazione sulla fotografia (ormai da anni Palazzo Magnani ospita Fotografia Europea), e sulla danza con la compagnia di Aterballetto (portavoce negli ultimi anni della nobile disciplina della danza nel territorio). Così ci siamo interessati ai 3 milioni di oggetti conservati nel museo Ermitage. Il “Ritratto di giovane donna” è l’unica opera del Correggio presente nel museo, così chi meglio di un celebre emiliano cinquecentesco per inaugurare una nuova stagione artistica? L’idea nasce proprio dal voler valorizzare l’esposizione di quest’opera, dopo quasi 500 anni dalla sua realizzazione, in una meravigliosa cornice cinquecentesca quali sono i Chiostri di San Pietro, che per la prima volta ospiteranno mostre ed esposizioni invernali. A nostro avviso solo questo grande ritratto mistico poteva varare questa nuova stagione”.

Parliamo proprio della scelta azzeccata della location: i chiostri di San Pietro opera architettonica realizzata da Giulio Romano in età cinquecentesca. L’accostamento coerente con il Correggio è voluto o mera casualità?

“Diciamo che la dama potevamo esporla in tante sedi: qui a palazzo Magnani ad esempio, ma visto l’inaugurazione degli spazi espositivi ai chiostri (da poco ristrutturati) volevamo contestualizzare razionalmente la location con l’opera che a sua volta, tra quasi un mese, andrà a legarsi automaticamente alla mostra di novembre”.

Come direttore della Fondazione si è fatto un’idea dei misteri che aleggiano su questa donna?

“La mostra l’abbiamo pensata proprio per provare ad analizzare e a svelare questi misteri: chi è la donna rappresentata? Perché è vestita così? Perché c’è un incisione greca sul piatto che ella regge?
Sono solo alcuni degli interrogativi che i nostri curatori affronteranno durante la mostra partendo da uno dei misteri più grandi; perché fosse in Russia? Entrata subito a far parte di una collezione di un principe russo, solo nel 1925 l’acquistò il museo Ermitage. Sconosciuto è il committente e le dimensioni insolite per i ritratti dell’epoca (esempio la Gioconda per Leonardo di dimensioni ridotte) fanno pensare a una location ben specifica e radicata, non sicuramente adatte a un viaggio. Ma non voglio svelare altro”.

Può darci delle anticipazioni sulle mostre che verranno?

“Dal 16 novembre fino all’8 marzo inizierà questa esposizione dal titolo “what a wonderful world” sulla lunga storia dell’ornamento. Situata su due sedi (Palazzo Magnani e i Chiostri di San Pietro), rende omaggio alla meraviglia del mondo e alle sue forme. Sarà un grande “brainstorming” di forme e di motivi. L’evoluzione dell’ornamento, dalla preistoria fino all’arte contemporanea. Avremo esposti molte opere da tutta l’Europa di grandi autori come Leonardo, Durer, Keith Haring e altri ancora, che a loro volta dialogheranno con alcuni patrimoni locali con lo scopo di valorizzarli e di inserirli in un contesto più ampio della provincia”.