Ye, immondizia e provincialismo

Kanye West Ye a torso nudo – YT

Ascolto Beethoven e Rossini, amo la grande musica classica come amo i Beatles, i Pink Floyd, il prog inglese e Battiato, e potrei continuare a lungo, seguendo i mille rivoli del rock che hanno formato la mia generazione.

Per questo, senza bisogno di dimostrarlo a nessuno, posso permettermi di dire che ciò che produce Kanye West — o Ye, che dir si voglia — per il mio orecchio è immondizia indifferenziata: rumore travestito da provocazione, narcisismo elevato a sistema, marketing prima ancora che linguaggio. Non mi interessa redimerlo artisticamente, né salvarlo culturalmente.

Detto questo, pratico – con convinzione, non per posa – una cultura laica, aperta, non nostalgica. So bene che le generazioni si susseguono, che i codici cambiano, che ciò che oggi passa per autotune e trap non ha nulla a che vedere con la musica, e men che meno con la poesia. Ma se questo parla ai più giovani, se riempie i loro spazi simbolici, lo rispetto. Non lo nobilito, ma non lo demonizzo. Perché il vero provincialismo non è il cattivo gusto: è la pretesa di farne una questione morale universale.

E qui veniamo al dibattito reggiano sul concerto alla RCF Arena del prossimo 18 luglio. Un dibattito che, va detto senza infingimenti, è scivolato rapidamente a un livello tribale. Ci si divide come se fossimo di fronte a una scelta di civiltà: accettare o respingere l’artista come se Ye che indossa una svastica fosse improvvisamente meritevole di considerazione filosofica, o come se bastasse un veto simbolico per rimettere ordine nel mondo. Si litiga, ci si schiera, ci si riconosce per appartenenza, non per argomentazione.

In questo clima, le posizioni del sindaco Massari appaiono purtroppo il paradigma dell’ipocrisia istituzionale. Si tenta di indorare la pillola ai sacerdoti dell’Anpi, si parla un linguaggio doppio – rassicurante con tutti, convincente con nessuno – si finge di tenere insieme principi e opportunità come se non fosse evidente che il problema non è il concerto, ma la paura di scontentare qualcuno. Tutti, purché nessuno davvero.

Il risultato è grottesco: Reggio Emilia trattata come una microscopica enclave morale, chiamata a decidere cosa il mondo possa o non possa ascoltare. Come se una città, per quanto ricca di storia civile, avesse il mandato di certificare la purezza simbolica degli eventi globali. È una pretesa risibile, e insieme profondamente provinciale. Perché l’idea che la morale si eserciti per interdetti culturali è figlia di un’insicurezza antica, non di una tradizione forte.

Se Ye è un personaggio assai discutibile, lo è indipendentemente da Reggio Emilia. Se le sue provocazioni sono ignobili, lo restano anche con un palco spento. E se il pubblico è in grado di distinguere – come io credo – allora la politica farebbe meglio a smettere di recitare il ruolo del pedagogo imbarazzato.

Per favore, sforziamoci di alzare il livello. Uscire dalla tifoseria, abbandonare il lessico dell’emergenza morale, rinunciare all’illusione che la censura simbolica sostituisca il pensiero critico. Reggio Emilia non ha bisogno di dimostrare la propria virtù impedendo un concerto. Ha bisogno, semmai, di ricordarsi che la forza di una cultura sta nella sua capacità di reggere il dissenso, non di evitarlo.




Ci sono 6 commenti

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  1. Ipocrisia Unica Dea

    “Devi

    Relax yourself or we’ll whack ya down

    Rilassati o ti ammazziamo

    Relax yourself or we’ll whack ya down

    Rilassati o ti ammazziamo

    Relax yourself or we’ll whack ya down

    Rilassati o ti ammazziamo

    Relax yourself or we’ll whack ya down

    Rilassati o ti ammazziamo

    Relax yourself or we’ll whack ya down

    Rilassati o ti ammazziamo

    Tutto il giorno, amico, torniamo in città

    [Conseguenza]

    Homie dai un’occhiata, l’ho ipnotizzata

    Quindi non aggancerai un disprezzo masticatorio, lei ti dice che comprerai

    La poesia di strada è il modo in cui un ragazzo viene pagato

    E non indosso Escalade, metallizzato, nero o beige

    Yo quando entro nel club sai che non pago

    Aiiyo il mio uomo Kanyeezy ha qualcosa da dire

    [Kanye West]

    Aiiyo mi chiamo Kanyeezy della famiglia Roc-A

    E dove le glock non si inceppano, quindi dove le facciamo scoppiare

    Vedi ti ho mostrato sui campioni come scendiamo

    Quindi non torcere le labbra, sono come Bobby Brown

    Hai B2K su tutta la parete della tua camera da letto

    Ma se stai con Kan, lavorerai sui muri

    Direttamente dal lato sud delle strade della città di Dem Chi

    I primi tre del gioco, con questi qui battono”
    —————————————————————————-
    Non ce la si fa a continuare a leggere e ascoltare simili schifezze, questa è molto peggio di immondizia, è sterco.
    Poi si sa tutti i gusti sono gusti, come disse chi succhiava calzini.

  2. Abc

    Da quando esprimersi e dire ció che si pensa viene chiamato produrre immondizia?
    Per me é decisamente meglio della musica in cui l’artista parla della propria vita, dei propri sbagli e delle proprie passioni, la musica di Beethoven non é il tipo di musica che ascolto e secondo me la sua musica é solo note messe una dopo l’altra, zero emozioni e replicabile.
    Se per lei Ye é spazzatura mi aspetto che lei abbia almeno ascoltato alcune delle canzoni piu’ profonde del artista come Ghost Town o Violent Crimes, sennó questo articolo mi sembra davvero imbarazzante e di bassissima qualità.
    Lei si sta pure contraddicendo, rispetta o no la musica di Ye?
    Ogni genere musicale va rispettato anche se può sembrare “ignobile” come le piace chiamarlo.
    Ció che una persona fa non determina il proprio carattere, Ye ha un grandissimo talento e ogni tanto fa e dice cose che pure io considero sbagliate, ma questo non cambia il fatto che Ye é un genio.
    La scelta fatta dal sindaco di Reggio Emilia é anche una scelta motivata dal lato economico, con un concerto di una star internazionale moltissime persone pagherebbero biglietti e alloggi.
    Ye soffre di vari disturbi mentali di cui probabilmente lei non si é nemmeno informato e deve anche capire che soldi e fama fanno impazzire la gente; Ye vive in una costante ansia.
    Ora Ye sta cercando di migliorare se stesso e farsi perdonare per ció che ha fatto in passato.


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