Venerdì 19 novembre il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha incontrato i lavoratori, le lavoratrici e i sindacati che da giorni stanno presidiando i cancelli dell’azienda Saga Coffee a Gaggio Montano, sull’Appennino Bolognese. La mobilitazione è arrivata dopo la decisione del gruppo Evoca di chiudere – entro la fine del 2022 – lo stabilimento emiliano, in cui si producono macchine professionali da caffè per attività di ristorazione e bar, spostando la produzione in altri paesi europei. La chiusura metterebbe a rischio 220 addetti, in maggioranza donne.
Assieme a Bonaccini erano presenti anche l’assessore regionale allo sviluppo economico e al lavoro Vincenzo Colla e i sindaci del territorio, a partire dal sindaco della Città metropolitana di Bologna Matteo Lepore.
“La salvaguardia del sito produttivo e di ogni posto di lavoro sono punti fermi, lo ricordiamo ancora una volta all’azienda”, ha detto Bonaccini: “Inoltre quella di Saga Coffee non è una vertenza locale. Il tema delle delocalizzazioni oggi riguarda Gaggio Montano, ma domani può colpire ovunque nel nostro Paese e in Europa, come peraltro è già avvenuto in passato”.
Per questo, ha aggiunto, “abbiamo portato la vertenza all’attenzione della Commissione europea, nell’incontro che ho avuto a Bruxelles con il commissario all’occupazione Nicolas Schmit, così come l’assessore Colla sta tenendo quotidianamente rapporti con i ministeri competenti, informati di quanto sta accadendo. Il ministro del lavoro Orlando, che ho sentito, mi ha detto che verrà a Gaggio Montano. Ogni operazione o decisione che prenderemo sarà anche condivisa e certificata dal governo e dalle organizzazioni sindacali. A dieci giorni dall’annuncio dell’azienda, a mente fredda, la nostra indignazione è ancora più forte. Riteniamo la decisione inaccettabile e su questo non abbiamo cambiato idea”.

L’incontro con maestranze e sindacati ha anticipato di qualche giorno l’appuntamento di martedì 23 novembre a Bologna, quando l’azienda dovrà presentare al tavolo di salvaguardia occupazionale aperto dalla stessa Regione Emilia-Romagna un percorso di re-industrializzazione adeguato.
“La Regione vigilerà attentamente”, ha promesso Bonaccini: “Qualunque soluzione venga prospettata dovrà rispettare alcuni punti imprescindibili: la continuità produttiva dell’attuale sito industriale, punto di riferimento cruciale per questo territorio, e la salvaguardia occupazionale. Nessun lavoratore sarà lasciato indietro, qualsiasi piano deve contenere una risposta per tutti. Dobbiamo essere consapevoli che un posto di lavoro perso in montagna ne vale dieci in pianura. Saremo inflessibili su serietà e progettualità futura delle proposte, che dovranno essere solide dal punto di vista industriale. Siamo convinti che ci siano tutte le condizioni per un rilancio serio, di fronte al quale la Regione farà in pieno la sua parte per garantire il sostegno necessario, sulla base delle leve di cui dispone”.






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È così, siamo in balia di 300 persone, poco meno o poco più che si fan forte della debolezza, per non dir oltre
Siamo profondamente d'accordo sulla tutela del bosco Ospizio.Non esiste assolutamente la necessita' di in supermercato in quella zona della citta',gia' molto servita da altri […]
Una sorta di setta neopagana di pseudo eco-ambientalisti convinti di rappresentare una avanguardia per la salvezza del mondo e del genere umano. Immagino che questa
Mario deve capire che questi signori saranno messi in condizione di tornare a fare il loro mestiere solo dopo che il ns rigidissimo e temibilissimo […]
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