Il Comune di Reggio ha ufficializzato il programma delle celebrazioni per il 229° anniversario della nascita del Tricolore: per il secondo anno consecutivo, sarà una Festa del Tricolore senza nemmeno un ospite di rilievo istituzionale nazionale, come avveniva invece spesso in passato. Mercoledì 7 gennaio 2026 l’ospite d’onore sarà infatti lo scrittore e giornalista Corrado Augias, chiamato a tenere una lectio magistralis sul tema dell’identità nazionale nel mondo contemporaneo.
Tra chi critica questa impostazione c’è anche Giovanni Tarquini, consigliere comunale della lista civica Per Reggio Emilia, che ha lamentato innanzitutto una sorta di “sgarbo” istituzionale per aver appreso la notizia “dall’informazione pubblica e non invece come consigliere comunale, ruolo evidentemente ritenuto utile per meri esercizi di apparente democrazia”.
Sulla presenza del “bravo Corrado Augias” a Reggio, ha sottolineato invece Tarquini, “mi vengono in mente le sue recenti parole di commento sulla figuretta rimediata dal sindaco e dalla Albanese in occasione del conferimento a quest’ultima del Primo Tricolore: ‘È stata una reazione impropria che sconfina nel fanatismo’. Che dire, bene”.
Ma per il consigliere comunale “c’è un problema, anzi, un problemone. Ed è che il nostro attuale assetto di governo cittadino mantiene una distanza abissale, dannosa e perniciosa da quell’indispensabile senso delle istituzioni in mancanza del quale non si può che constatare una, pur progressiva, perdita totale dei valori fondanti della nostra città e del nostro paese. Lo scorso anno la scusa più o meno era che non avevano avuto tempo, dall’insediamento come sindaco e giunta, di inviare le richieste a organi istituzionali nazionali e di governo. Quest’anno invece non ci sono scuse”.
La realtà, per Tarquini, “è quella che abbiamo tristemente davanti. Se e quando questa città si sveglierà dal torpore in cui è finita sarà difficile riportarla nella considerazione che aveva raggiunto a livello nazionale. Questo è il danno più grande, con ogni conseguenza sulla vita cittadina. Oggi non ci resta che andare a ritirare le bandierine tricolori e attendere di capire se anche Corrado Augias saprà stupirsi di tutto ciò, come ha fatto con la Albanese, o se invece arriverà già pronto e preparato a beatificare il nostro deserto istituzionale”.






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