Fiume Po, grande bonifica dalla plastica

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Oltre 50 appuntamenti in quattro regioni – Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto – con l’intento di rimuovere più di 50mila chili di rifiuti, in particolare in plastica, dal fiume Po e dalle sue sponde.

È la sfida lanciata dall’associazione Plastic Free onlus che, in collaborazione con aziende attente alla salvaguardia dell’ambiente, con le università di Piemonte Orientale, Pavia, Padova, Cattolica del Sacro Cuore e le Regioni interessate, porta avanti l’iniziativa “Un Po prima del mare”.

Domenica 23 maggio dalle ore 9,15, l’associazione ha organizzato 50 passeggiate ecologiche e di raccolta in altrettante postazioni lungo il corso del fiume dal Piemonte all’Emilia-Romagna. In Emilia-Romagna il presidente, Stefano Bonaccini, è intervenuto all’appuntamento a Ponte Alto (Mo) e l’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo, a Savignano sul Panaro (Mo).

Oltre 10 mila volontari, insieme a rappresentanti del Governo e delle Regioni, hanno partecipato alla pulizia in altri siti lungo il fiume.

Priolo partecipa a Un Po prima del mare Plastic Free onlus (maggio 2021)Le iniziative della Regione
La rimozione dei rifiuti, in particolare quelli in plastica, da fiumi, mare e negli spazi pubblici è uno dei tre pilastri, assieme a riconversione e riduzione dell’uso della plastica di “PlasticFreER”, il Piano della Regione, per una strategia condivisa con enti pubblici, imprese, sindacati, associazioni e comunità scientifica per liberare dalla plastica usa e getta uffici, mense, sagre e feste e ripulire spazi pubblici, fiumi, mare e spiagge. Il tema sarà uno dei capisaldi del nuovo Piano regionale, che si prevede di approvare entro la fine di quest’anno e che definirà gli obiettivi da raggiungere entro il 2026 per la gestione dei rifiuti.

Le azioni si traducono in sostegno, con fondi e incentivi, per i quali è stato previsto un primo stanziamento di due milioni di euro, per la riconversione delle imprese che producono plastica con particolare riferimento a quella monouso; aiuti agli enti pubblici e ai privati che decidono di ridurne l’uso.

Tra gli interventi previsti, un progetto di raccolta delle plastiche abbandonate nell’ambiente per limitare l’inquinamento, oltre che dei fiumi e degli spazi pubblici, anche del mare con la possibilità di un accordo agricolo di filiera specifico per le associazioni dei pescatori e degli acquacoltori, oltre al sostegno alla progettazione di nuovi prodotti che rispondano alle esigenze di riutilizzo, riparazione e riciclaggio nei settori agricolo, agroalimentare e della miticoltura.

L’agenzia regionale per la Protezione civile è al lavoro per un programma d’azioni per tradurre in concreto questa misura.

E poi un’azione capillare all’interno della Regione e nelle sedi delle agenzie regionali e delle società in house per la sostituzione progressiva di tutti i prodotti in plastica monouso, bottigliette comprese, oltre che nelle mense e nei bar interni di ospedali, scuole e aziende, sulle spiagge, negli stabilimenti balneari, nelle aree protette, nelle sagre, feste e manifestazioni pubbliche, eventi sportivi. Con un sistema di premi e incentivi per tutte le realtà, pubbliche e private, che sostituiranno il monouso con oggetti riciclabili e riutilizzabili.

Per i Comuni contributi del ‘fondo d’ambito’ legati ad azioni di prevenzione e riduzione di imballaggi in plastica, utilizzando ad esempio le cosiddette “casette dell’acqua”, i “kit di lavastoviglie” e le stoviglie riutilizzabili.

Per il mondo dell’impresa e del lavoro, è previsto il sostegno alla riconversione industriale dei processi e dei prodotti nell’ottica dell’economia circolare, anche attraverso progetti di ricerca e sperimentali che portino verso soluzioni eco-compatibili in sostituzione delle attuali plastiche o all’utilizzo di plastiche riutilizzabili; si prevede poi la possibilità di percorsi di riqualificazione professionale con l’obiettivo di tutelare e riqualificare l’occupazione.

 



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