Risale allo scorso novembre la sentenza che dopo anni di silenzi, denunce e tensioni nell’ambiente del Teatro Due di Parma, uno dei teatri pubblici più importanti dell’Emilia-Romagna, aveva portato alla condanna di “un noto regista” per molestie e violenza sessuale nei confronti di due attrici che avevano frequentato un percorso di formazione alla Fondazione Teatro Due. Il tribunale del lavoro ha riconosciuto il danno subìto dalle due giovani donne e ha stabilito un risarcimento complessivo di circa 100.000 euro.
Nel weekend, grazie a un’intervista alla Gazzetta di Parma dell’avvocato difensore della persona condannata (per il momento in via non ancora definitiva: il legale ha già annunciato l’intenzione di ricorrere contro la sentenza), è stato confermato anche pubblicamente che si tratta di Walter Le Moli, regista e direttore artistico della Fondazione Teatro Due.
Il caso è esploso nel 2019, quando le attrici Federica Ombrato e Veronica Stecchetti denunciarono episodi di molestie e comportamenti abusanti durante un corso di formazione teatrale frequentato a Parma. Secondo la ricostruzione giudiziaria, questi episodi si inserivano in un rapporto fortemente squilibrato: da una parte un regista affermato e figura di riferimento della struttura, dall’altra giovani attrici che cercavano di costruirsi una carriera nel mondo del teatro.
Il procedimento penale non è arrivato a sentenza a causa della prescrizione dei reati, ma il processo civile davanti al Tribunale del lavoro ha portato a un riconoscimento netto: le molestie ci sarebbero state e avrebbero prodotto un danno professionale e personale.
La decisione dei giudici, peraltro, non si è limitata alla responsabilità individuale del regista: la sentenza chiama infatti in causa anche la Fondazione che gestisce il teatro parmigiano, ritenuta corresponsabile per non aver impedito comportamenti abusanti all’interno di un contesto professionale che avrebbe dovuto essere tutelato. Un passaggio che potrebbe costituire un precedente importante per il sistema dei teatri pubblici italiani: per i magistrati, infatti, le molestie sessuali avvenute in ambito artistico possono configurare una forma di discriminazione sul lavoro, con conseguenze anche per l’istituzione che non interviene.
Il caso Le Moli diventa inevitabilmente anche politico. Il Teatro Due, infatti, è sostenuto da finanziamenti pubblici e rientra nel sistema dei teatri riconosciuti dal Ministero della cultura. La sentenza riapre quindi il tema della responsabilità delle istituzioni culturali: quanto sono efficaci i meccanismi di vigilanza? E quali garanzie hanno giovani attori e attrici che entrano nei percorsi di formazione? Le associazioni del settore e le realtà del mondo dello spettacolo chiedono ora regole più stringenti: codici etici, procedure di segnalazione indipendenti, organismi di controllo.






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