Tari Reggio, Fratelli d’Italia punta il dito contro l’evasione: “Pagare tutti, pagare meno”

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“Pagare tutti, pagare meno”: si può riassumere così la ricetta di Fratelli d’Italia per limitare l’impatto della recente “stangata” della Tari a Reggio.

A ottobre, infatti, le famiglie reggiane si sono viste recapitare bollette della Tari (la tassa sui rifiuti) decisamente più care di quelle dell’anno precedente. C’è una spiegazione: il preannunciato aumento dell’8% del tributo si è interamente riversato sulla seconda rata, andandosi a sommare al già previsto contributo di 6 euro richiesto dall’Inps per finanziare il cosiddetto “bonus sociale”, l’agevolazione per aiutare i nuclei familiari in difficoltà economica.

Ma oltre a questo, per il capogruppo di Fratelli d’Italia in Sala del Tricolore Cristian Paglialonga c’è anche dell’altro: “Sappiamo che ci sono molte zone d’ombra nella riscossione della Tari, che nascono dalla scarsità dei controlli e delle verifiche, che finiscono per penalizzare i reggiani onesti premiando di fatto gli evasori”. Per questo il partito meloniano ha chiesto al Comune di Reggio di aumentare i controlli anti-evasione.

Secondo Paglialonga, con la delibera “Presa d’atto del Piano economico finanziario (Pef)” dello scorso giugno il Comune di Reggio “ha di fatto alzato bandiera bianca, delegando ogni potere decisionale a Iren e Atersir. Ed è inutile che l’assessore Prandi cerchi di minimizzare, la realtà è evidente: con il passaggio alla tariffa corrispettiva puntuale (Tcp), il Comune ha perso ogni controllo sulla Tari, costringendo il consiglio comunale ad approvare il Pef imposto da Iren, altrimenti le tariffe vengono applicate d’ufficio. È un sistema che favorisce il monopolio di Iren e penalizza i cittadini onesti”.

L’amministrazione comunale, è l’accusa di Fratelli d’Italia, “ha dimostrato una totale mancanza di coraggio nel perseguire le uniche azioni che avrebbero potuto abbassare le tariffe: ampliare la platea contributiva recuperando l’evasione fiscale in modo capillare, fattore cruciale per distribuire equamente i costi. Più cittadini e imprese pagano la Tari, più il peso delle tariffe si riduce per tutti. Se la platea resta ristretta, il Pef, che copre i costi di gestione e gli investimenti di Iren, grava su pochi, facendo esplodere le bollette degli onesti. Invece il Pd ha lasciato prosperare i furbetti, scaricando tutto sui contribuenti corretti”.

Il capogruppo Paglialonga ha preannunciato che Fratelli d’Italia si muoverà per capire quale sia a Reggio la percentuale di superfici non dichiarate negli ultimi tre anni, quanti accertamenti siano stati emessi (suddivisi tra utenze domestiche e non domestiche), quale sia il tasso di riscossione e quali procedure forzose siano state attivate per chi non paga: “Senza un’azione decisa, le somme accertate diventano inesigibili e il danno ricade sempre sui cittadini rispettosi delle regole”.



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