Non si arrestano i malumori attorno alla questione dei veicoli diesel euro 4, prima il divieto di circolazione imposto dalla Regione Emilia-Romagna, poi lo stralcio.
“Noi, insieme a Modena e Reggio Emilia, non siamo d’accordo sulla retromarcia relativa al blocco del traffico, attuata soprattutto su spinta dei Comuni della Romagna”. Lo ha detto il sindaco di Parma Federico Pizzarotti che ha poi aggiunto: “Se non lo fa la Regione perché ci sono delle resistenze, un passo in più lo farà Parma. Abbiamo già dimostrato che, come le grandi capitali del nord Europa avanti anni luce su queste politiche, la nostra città può essere modello sia di vita che di mobilità sostenibile. Non tutto può essere gestito con incentivi e deroghe: serve iniziare a cambiare i propri stili di vita in difesa di qualcosa di molto più prezioso: la qualità dell’aria”.
La pensa in modo opposto invece Virginio Merola, primo cittadino di Bologna: “Non ha sbagliato la Regione, ma quei sindaci che hanno pensato di privilegiare il tema della salute e dell’ambiente su tutto il resto. Abbiamo cambiato idea perché non funzionava”.
Il Comune di Reggio Emilia l’altro giorno aveva fatto sapere: “Si ribadisce che l’ordinanza relativa alla circolazione stradale dei mezzi, che prevede tra l’altro il blocco dei diesel euro 4 nel periodo dal 1 ottobre 2018 al-31 marzo 2019, così come dal Pair (Piano aria integrato regionale) della Regione Emilia Romagna, è tuttora in vigore”.
Mentre il primo cittadino di Modena Giancarlo Muzzarelli aveva spiegato: “Prendiamo atto della decisione della Regione sugli Euro 4 diesel e degli annunci rispetto agli interventi emergenziali. Ora convocheremo il Tavolo per una crescita intelligente e sostenibile per valutare insieme l’impatto sul nostro territorio. Rimane comunque l’esigenza di affrontare la questione dell’inquinamento a tutela della salute dei nostri cittadini con interventi seri, condivisi ed efficaci, da predisporre eventualmente con gradualità e accompagnandoli con incentivi economici significativi per favorire una rottamazione dei veicoli più inquinanti: il problema esiste, non possiamo girarci dall’altra parte”.
Di altro avviso il sindaco di Ravenna Michele De Pascale: “Se alcune regioni tirano indietro rispetto agli obiettivi, rimanere a fare i primi della classe non ha molto senso perché i disagi che chiediamo ai cittadini vengono inficiati”.







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