Sos commercio: nelle città dell’Emilia-Romagna sono spariti 4.000 negozi in 13 anni

negozio sfitto n 129 Reggio Emilia – FM

Nelle città dell’Emilia-Romagna sono spariti oltre quattromila negozi negli ultimi 13 anni. Considerando solo i dieci principali comuni della regione – Bologna, Cesena, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini – le imprese del commercio al dettaglio sono passate dalle 17.299 del 2012 alle 13.292 del 2025, con un calo complessivo del 23,2%.

Il preoccupante dato emerge dall’undicesimo Osservatorio di Confcommercio sulla demografia d’impresa nelle città italiane. A livello nazionale, invece, nello stesso lasso temporale sono scomparsi oltre 156.000 punti vendita del commercio al dettaglio.

Per il presidente di Confcommercio Emilia-Romagna Enrico Postacchini “non è una crisi congiunturale, è una trasformazione strutturale che cambia la fisionomia delle nostre città. La desertificazione commerciale non è solo un problema delle imprese, è un problema delle comunità. Gli hub urbani previsti dalla legge regionale 12 del 2023 devono diventare i cantieri della rigenerazione commerciale”.

In Emilia-Romagna i settori che hanno accusato maggiormente il colpo sono le edicole (-57,4%), i distributori di carburante per autotrazione (-47,7%), abbigliamento e calzature (-39,3%), il commercio ambulante (-33,6%), mobili e ferramenta (-32%), libri e giocattoli (-25,8%); in crescita, invece, le farmacie (74 unità in più, +18%), i negozi di informatica e telecomunicazioni (51 in più, +18,8%) ed e-commerce, vendita porta a porta e distributori automatici (364 unità in più, +76,6%).

Saldo complessivo positivo anche per quanto riguarda alloggio e ristorazione: 258 unità in più in tredici anni, +2,5%. Sono però le altre forme di alloggio (affittacamere, B&B, case vacanza e residence) a far registrare la crescita più marcata: 694 unità in più, con un balzo del +200%; in calo, invece, i bar (979 in meno, -22,1%) e gli alberghi tradizionali (ne sono spariti 212, -16,5%), mentre aumentano i ristoranti (550 unità in più, +23,1%).



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