Nonostante l’aria “irrespirabile” di questi giorni con le misure emergenziali scattate contro lo smog, il 2018 è stato un anno positivo per la qualità dell’aria in Emilia-Romagna: tutti gli inquinanti sono risultati in diminuzione rispetto all’anno precedente, con concentrazioni tra le più basse degli ultimi dieci anni per le polveri. Nei limiti biossido di zolfo, benzene e monossido di carbonio. L’ozono è ancora oltre i limiti ma con valori massimi più contenuti e restano criticità per il biossido d’azoto. È il bilancio dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpae).
Dal rapporto emerge che nel 2018 solo sette stazioni su 44 hanno superato il valore limite giornaliero di polveri PM10 (50 microgrammi per metro cubo) per oltre 35 giorni, il numero massimo di superamenti annuali definito dalla norma, contro le 27 nel 2017. Altro valore di riferimento è la concentrazione media annua di PM10 e PM2,5, risultata entro i limiti in tutte le stazioni.






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Ragionevole, condivisibile, moderato. E subito accantonato, ignorato e inascoltato; platealmente, totalmente, in un modo piuttosto imbarazzante. Segretario di chi?