Vittime manipolate e ridotte in schiavitù attraverso il rigido controllo dell’alimentazione e la negazione di ogni contatto con il mondo esterno: sono le accuse nei confronti degli appartenenti ad una setta che operava nel campo dell’alimentazione macrobiotica tra le Marche e l’Emilia-Romagna, smantellata dalla Polizia.

Quattro le persone indagate al termine delle indagini delle squadre mobili di Ancona e Forlì, supportate dal Servizio centrale operativo, con accuse che, a vario titolo, vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù ai maltrattamenti, dalle lesioni aggravate all’evasione fiscale. L’inchiesta è partita all’inizio del 2013 dalla denuncia di una ragazza: la giovane ha raccontato di aver creduto ai benefici promessi dal capo della setta – noto imprenditore del settore macrobiotico – secondo cui la sua dieta sarebbe stata in grado di guarire malattie incurabili. La setta gestiva ogni aspetto della vita degli adepti fino a pretendere donazioni di denaro.
E fra i quattro indagati figura anche un nome noto, quello di Mario Pianesi, laurea ad honorem in Medicina conseguita all’Accademia delle scienze della Mongolia, a capo di un impero dell’alimentazione, il padre di "Un punto macrobiotico", oltre 100 fra ristoranti e punti vendita.







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Ma pensate ai delinquenti insediati all'interno delle istituzioni europee e nazionali che fanno soldi con il commercio delle armi.