Non accenna a placarsi, a Reggio, lo scontro politico sul tema della sicurezza in città: da una parte, l’accusa di incapacità di assicurare un grado adeguato di sicurezza rivolta dalle opposizioni all’amministrazione comunale; dall’altra la sottolineatura, da parte della giunta Massari e della maggioranza in Sala del Tricolore, di come la gestione dell’ordine pubblico sia un onere in capo soprattutto al governo, più che al singolo Comune.
A rilanciare la querelle ci ha pensato il Partito Democratico di Reggio, che ha espresso “pieno sostegno” al grido d’allarme lanciato di recente dai sindacati di polizia – Siulp, Sap, Coisp e Silp-Cgil – sul piano di potenziamento della sicurezza nelle città annunciato dal Ministero dell’interno: un intervento che, per la segreteria cittadina del Pd, “si rivela del tutto inadeguato rispetto alle reali necessità del territorio”.
Secondo il piano del ministro Piantedosi, a Reggio sarebbero destinati una decina di nuovi agenti: un numero che però, osserva il Pd, “copre appena il turn-over e i pensionamenti, senza garantire alcun rafforzamento del presidio del territorio, attività essenziale per la tutela dei cittadini e per il contrasto alla criminalità”.
Per il Pd reggiano “è inaccettabile assistere a questo scollamento tra la propaganda della destra e la realtà. A Reggio i loro rappresentanti invocano più sicurezza, mentre a Roma votano tagli a sicurezza, welfare e scuola per finanziare armi e opere faraoniche come il ponte sullo Stretto. Una contraddizione che ricade direttamente sulla pelle dei cittadini”.
Il Partito Democratico di Reggio lamenta, inoltre, la “totale mancanza di ascolto verso le forze dell’ordine”, ormai “allo stremo e costrette a operare in condizioni di forte sofferenza”: “Scaricare responsabilità sui sindaci, che non dispongono né di poteri né di risorse per assumere nuovo personale, significa distorcere la realtà e alimentare tensioni inutili. La sicurezza non si garantisce con gli slogan, ma con investimenti seri e strutturali”.
Per questo il Pd reggiano ha chiesto al governo “un immediato ripensamento” del piano e “un confronto reale con i territori e con i sindacati di categoria, per costruire un intervento che risponda alle esigenze concrete della città e restituisca dignità al lavoro delle forze dell’ordine”.






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