È un 8 marzo di lotta per reclamare diritti, “uno sciopero generale femminista” per quello che vede tante piazze italiane, ma anche in altri 60 paesi, colorarsi di rosa. Un “grido globale per far sentire il peso di una giornata senza di noi. Sarà sciopero in tutto il mondo: bloccheremo le città, i luoghi di lavoro, le case” spiegano le attiviste di Non una di Meno che nella Capitale hanno promosso molti appuntamenti.
Il primo è alle 9 davanti al ministero della Salute per chiedere “l’internalizzazione del personale precario e per un piano di nuove assunzioni nei consultori” ma anche per chiedere “gli obiettori fuori dai consultori e dagli ospedali pubblici” ed “educazione sessuale dalle scuole primarie”.
La protesta si sposta alle 10.30 davanti al ministero del Lavoro per reclamare “un reddito di autodeterminazione per uscire dal ricatto e dalla violenza, un salario minimo europeo e un welfare universale, congedi retribuiti e obbligatori per maternità veramente condivisa” ed ancora contro “le discriminazione delle donne nel mercato del lavoro, contro la disparità salariale”.
L’evento clou della giornata è previsto alle 17 da piazza Vittorio, da dove le donne, ma non solo, sfileranno fino in piazza Madonna di Loreto, a pochi passi da piazza Venezia al grido di “Non una di meno”. Un corteo che ribadirà la richiesta del”ritiro immediato” del Ddl Pillon su separazione e affido, che contesterà “la violenza razzista e istituzionale della legge Salvini” contro i migranti, per dire basta alla violenza sessuale e ai femminicidi. “Scioperiamo per inventare un tempo nuovo. Se le nostre vite non valgono – dicono nella piattaforma-, noi scioperiamo!”. Proclamato lo sciopero anche da sindacati di base e autonomi e lo slogan scelto lo slogan scelto da Cgil,Cisl e Uil per celebrare quest’anno la Giornata internazionaledella donna con una iniziativa nazionale unitaria, in programma a Roma è Si chiamerà futura. La contrattazione di genere protagonista del cambiamento. In molte strutture sanitarie pubbliche saranno possibili screening gratuiti, non mancheranno mostre ad hoc ed escursioni.






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West e’ senza ombra di dubbio una persona con delle fragilita’ quindi a Reggio Emilia dovrebbe ricevere come minimo un Tricolore dalle mani di Don
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