Scandiano. Circoncisione in casa, muore a 5 mesi: genitori indagati, disposta l’autopsia

Ospedale Sant’Orsola Bologna

Nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 marzo un bimbo di cinque mesi è morto all’ospedale Sant’Orsola di Bologna: era arrivato nella struttura sanitaria nel pomeriggio di venerdì già in condizioni disperate dopo aver subìto un intervento domestico di circoncisione effettuato dai genitori a Scandiano, in provincia di Reggio.

Il padre e la madre della vittima, un impiegato quarantenne e una disoccupata trentenne di origini ghanesi residenti a Scandiano, sono ora indagati dalla procura di Reggio con l’accusa di omicidio colposo. Saranno interrogati dai magistrati nei prossimi giorni: al momento nei loro confronti non sono stati presi provvedimenti di natura cautelare.

Nel frattempo la pm Isabella Chiesi, titolare dell’inchiesta, ha disposto l’autopsia sul corpo del piccolo per accertare con esattezza le cause del decesso. La famiglia ha altri tre figli minorenni, tutti più grandi della vittima. Da quanto è emerso finora, la pratica non sarebbe legata a motivi religiosi, ma a una tradizione ancora in voga in Ghana, il paese africano da cui proviene la famiglia.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, i genitori avrebbero praticato la circoncisione al figlio nella loro abitazione nella mattinata di venerdì, mentre il piccolo è stato portato all’ospedale di Scandiano solo nel pomeriggio della stessa giornata. Viste le condizioni critiche, si è reso necessario il trasporto d’urgenza con l’elisoccorso all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, che tuttavia non è bastato a salvare la vita del bimbo.

“Tutta Scandiano si stringe, con un pensiero o una preghiera, al piccolo”, ha commentato il sindaco di Scandiano Alessio Mammi: “Quanto fatto è semplicemente aberrante, come il tempo atteso prima di chiedere l’intervento dei medici. Sul territorio abbiamo strutture sanitarie e professionisti che possono accompagnare nel modo più sicuro le persone. Preoccupa il fatto che ancora oggi ci siano individui che portano avanti pratiche e rituali in condizioni che minacciano l’incolumità e la vita di persone, in particolar modo bambine e bambini. Auspico che venga fatta chiarezza al più presto su quanto accaduto per assicurare alla giustizia, con pene severe, chi è stato responsabile della morte di una creatura innocente”.



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