Sono stati prorogati fino al 30 giugno 2026 – e comunque fino alla data di entrata in vigore del nuovo accordo integrativo regionale con i medici di medicina generale – i contratti dei medici impiegati nei Cau (Centri di assistenza e urgenza) dell’Emilia-Romagna, in scadenza il 31 dicembre di quest’anno.
Il provvedimento, assunto dalla giunta de Pascale nell’ultima seduta, ha l’obiettivo di continuare a garantire un servizio che la Regione considera “fondamentale per i cittadini e le cittadine” dell’Emilia-Romagna: dal 2024 a oggi sono state oltre 1,2 milioni le persone che ne hanno usufruito.
Mentre prosegue (e giunge ormai alle battute finali) l’interlocuzione con le organizzazioni sindacali più rappresentative della medicina generale per arrivare alla firma dell’accordo integrativo regionale, che dà attuazione a quanto previsto dall’accordo nazionale, sono stati nel frattempo prorogati i contenuti del verbale d’intesa sottoscritto nel 2023 tra l’assessorato regionale alle politiche per la salute e i sindacati di categoria.
Una prima proroga dei contratti, in scadenza lo scorso 31 marzo e prolungati fino al 31 dicembre, si era resa necessaria nei mesi scorsi, ma arrivati ormai a fine anno è stato inevitabile procedere con un ulteriore allungamento delle scadenze.
Una decisione assunta, secondo l’assessore regionale alle politiche per la salute Massimo Fabi, “per non interrompere un servizio che funziona e che costituisce ormai un punto di riferimento per i territori. Continuiamo a lavorare e a dialogare con le organizzazioni sindacali per giungere al più presto a un accordo integrativo che, come ha affermato il presidente de Pascale, si candida a essere il più innovativo del Paese e rivoluzionerà, in meglio, le cure territoriali dell’Emilia-Romagna”.






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