La Regione Emilia-Romagna ha stanziato altri 65 milioni di euro per il tessuto produttivo e sociale dei centri storici dei 30 Comuni facenti parte del cosiddetto “cratere ristretto”, quelli più colpiti dal sisma del 2012 in Emilia. Di questi fondi, 30 milioni saranno destinati alle opere pubbliche che rientrano nei Piani organici per progetti dei Comuni, mentre gli altri 35 milioni saranno destinati come contributo per le micro, le piccole e le medie imprese che vogliono tornare o iniziare a investire nei centri storici con attività commerciali, industriali e artigianali e per iniziative di associazioni, fondazioni o enti no profit.
L’annuncio è stato dato venerdì 11 gennaio dall’assessore regionale alle attività produttive con delega alla ricostruzione post-sisma Palma Costi durante la riunione del Comitato istituzionale con i sindaci dei 30 Comuni del cratere, convocato a Bologna alla presenza del presidente della Regione e commissario delegato alla ricostruzione Stefano Bonaccini.
Quella bolognese è stata la prima riunione con i sindaci del cosiddetto “cratere ristretto” (altri 29 Comuni ne sono usciti a fine 2018), operativo dallo scorso 2 gennaio: ne fanno parte i Comuni bolognesi di Crevalcore, Galliera, Pieve di Cento e San Giovanni in Persiceto, quelli ferraresi di Bondeno, Cento, Ferrara, Mirabello-Sant’Agostino, Poggio Renatico e Vigarano Mainarda, quelli modenesi di Bastiglia, Bomporto, Camposanto, Carpi, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Novi di Modena, Ravarino, San Felice sul Panaro, San Possidonio, San Prospero e Soliera e quelli reggiani di Fabbrico, Guastalla, Luzzara, Reggiolo e Rolo.






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Già, zona parafulmine, ormai! Ospitiamo la mejo gioventù
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