Il Partito Democratico di Reggio Emilia, nonostante i numeri dei primi dieci mesi e mezzo di attività, fa quadrato e difende la scelta dell’amministrazione comunale di portare avanti l’esperienza dello sportello antirazzista: a giugno si concluderà la fase di sperimentazione legata al progetto europeo Cities, che aveva consentito di avviarlo, ma lo sportello rimarrà comunque attivo anche in seguito presso il Centro internazionale Mondinsieme.
A spiegare la posizione del partito sono, in una nota congiunta, il segretario cittadino del Pd Lanfranco De Franco e il capogruppo del Pd in consiglio comunale Riccardo Ghidoni: “Davanti a persone che ci dicono: ‘Ho un contratto a tempo indeterminato e pieno, vivo a Reggio da anni ma non vogliono affittarmi un appartamento dopo che leggono il mio nome e vedono che sono nero’, e ancora: ‘Mia sorella e suo marito, cresciuti a Reggio, accento reggiano, lavoratori a tempo indeterminato, non riescono a trovare casa in affitto dove desiderano. Io lo so che i dubbi emergono quando vedono l’hijab di mia sorella’, un amministratore pubblico ha il dovere di interrogarsi su come agire”.
L’esperienza dello sportello antirazzista, per De Franco e Ghidoni, “raccoglie segnalazioni di vita vissuta, che hanno conseguenze dirette e reali sulla quotidianità delle persone. Il dovere di un’amministrazione comunale è quello di lavorare sui dati a sua disposizione, per contrastare determinate dinamiche e promuovere politiche pubbliche orientate alla coesione sociale, che equivale a maggiore benessere per tutti. Un servizio pubblico di questo tipo nulla toglie alla città, ma anzi fornisce elementi per migliorare le politiche di integrazione, che toccano svariati settori della società”.
“Se l’integrazione, la coesione sociale e il contrasto al razzismo diventano una questione ideologica appannaggio della sinistra ne siamo orgogliosi”, aggiungono De Franco e Ghidoni, “riconoscendo con sincerità alla destra di aver toccato il fondo dell’abisso con questa polemica. Associare il tema della sicurezza, peggiorata in ogni città in tre anni di governo Meloni, al contrasto al razzismo restituisce la cifra politica e culturale di Fratelli d’Italia, a cui auguriamo di fare rapidamente i conti con le proprie coscienze e i valori che intendono seguire”.
“È giusto valutare il contrasto al razzismo in termini economici? No, non lo è. Qualsiasi beneficio raggiunto supera ampiamente i costi di investimento in politiche che sono semplicemente giuste. Reggio è una città operosa e inclusiva, non è mai esistita da parte dell’amministrazione l’opzione che fosse una città popolata di razzisti, un assunto inventato ad arte. Ringraziamo tutti gli operatori impegnati nelle attività dello sportello per la professionalità e la passione dimostrata”.






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