Reggio Emilia oggi (di Nicola Fangareggi)

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Reggio Emilia, ore 16.50 rotonda del Meridiana, traffico intenso ma scorrevole. Un’auto di piccola cilindrata sorpassa sulla corsia di destra i mezzi che procedono sulla sinistra, poi deve rallentare perché davanti ha un tir. Le auto sulla sinistra sorpassano comodamente il tir e si avviano verso il ponte, ma la piccola auto vuole passare per prima nella svolta a destra in direzione casello autostradale e affianca l’auto accanto senza riuscire a passare. In uscita dalla curva, sul primo rettilineo il giovane inizia a suonare il clacson ininterrottamente, poi sorpassa malgrado la linea doppia continua lo vieti e inchioda davanti alla Renault. Davanti a lui, certamente contattata un istante prima, una Mercedes nera si ferma a metà strada in diagonale per fermare il traffico. Ci riesce.

Sembra una scena della serie Gomorra? La è. Due giovani scendono dalle rispettive auto. Il primo avrà 22-23 anni, giubbotto scuro, look maranza, occhi rossi e fuori dalle orbite, chiaramente fatto di droga pesante: si avvicina al finestrino, dà una botta, urla da pazzo “che cazzo fai?! Che cazzo fai?! Che cazzo fai?!”. Ha uno smaccato accento meridionale, forse campano.

Il conducente della Renault, anche grazie all’invito alla calma di chi gli siede accanto, riesce a non reagire. Guarda avanti e attende. Dietro, la coda di auto che si è fermata rimane in attesa. Nessuna protesta. Sembra un agguato di camorra, una rapina in pieno giorno, due complici strafatti al punto da non temere reazioni. Dopo qualche minuto di improperi, di fronte al rifiuto dello scontro, lo sciagurato torna in macchina. Riprende la marcia a passo d’uomo, espone il dito medio dal finestrino tentando una nuova provocazione, poi se ne va accanto alla Mercedes.
Chissà dove andrà. Certo il suo Capodanno non farà bene né a lui né ad altri.
Questa è oggi, cari amici e care amiche, Reggio Emilia. Ero io alla guida della Renault. Non mi era mai successo nella vita. Ho la foto della targa del delinquente, ma non sporgerò denuncia perché non servirebbe a niente. Provo solo una profonda amarezza per il disastro sociale avvenuto nella mia città. Se posso, emigro. Buon anno.

Nicola Fangareggi



Ci sono 23 commenti

Partecipa anche tu
  1. Rosssno

    Perché non sporgere denuncia?
    Almeno dai un contributo statistico. Poi almeno andrebbero identificati.
    Grazie per averlo pubblicato.

  2. Lory

    Da cosiddetta reggiana doc non resto stupita di ciò che le è successo. Ormai la città è in mano al nulla, non ci sono più zone tranquille, si deve avere paura persino in casa propria. Mi spiace dirlo ma Reggio decade ogni giorno di più è nessuna autorità fa qualcosa di utile e rispettare davvero le regole. Dovendo cambiare autobus o alla caserma Zucchi o in stazione non le dico lo stato d’animo con cui attendo le coincidenze. Fa davvero tristezza vederla ridotta così…

  3. Alfeo Tamagnini

    Caro Nicola, sicuramente vista la mia stazza avrei potuto difenderti, ma non reagendo ai fatto la cosa più giusta ,sai benissimo come la pensiamo sulla vile ,satanica amministrazione di Reggio Emilia negli ultimi 25 anni, questi stolti amministratori di parte si sono finiti anche la vergogna e ignobilmente arricchiti supportando la folle distruzione del centro storico per la quale hanno (in piena coscienza !)deformato la viabilità nelle cui menti bacate ,doveva sempre e solo condurre agevolmente alle loro botteghe(coop e conad) senza rendersi conto che in realtà (creando diffusa povertà) danneggiavano proprio coop e conad e dovranno presto fare i conti con un indebitamento che, se continua di questo passo ,doppiera’ quello di Tanzi!!!! Lodi infinite invece a un altro amministratore PD il modenese Muzzarelli, che con le sue saggie politiche ,ha creato ricchezza per tutti con risultati egregi sia per il centro che le periferie sia per i grandi che per i piccoli commercianti ,solo 25 chilometri di distanza ,ma infiniti anni luce di buon senso e buona amministrazione : quindi lodi,lodi e lodi a Muzzarelli ,mentre solo infinito disprezzo ad amministratori rossi di Reggio Emilia, il cui declino è tutto da addossare a quest’ultimi!

  4. Maurizio

    Non denunciare è stato il più grande degli errori. Quanto alla meridionalizzazione c’è poco da fare. Un Paese che non investe in cultura e non fa nulla per tenere a scuola i ragazzi almeno fino a 16 anni non può che produrre analfabeti, ignoranti e maleducati.

  5. Viviana

    Reggio Emilia non sarà mai la mia città, fortunatamente.
    Ci sono arrivata, come per moltissimi altri, forzata per ragioni di lavoro esattamente 27 anni fa.

    La città mi piaceva molto.

    Essendo io una persona educata, rispettosa e vige alle regole (specifico per alcuni nonostante meridionale, anzi NAPOLETANA), le stesse mie medesime qualità le ritrovavo come caratteristiche salienti in questa città.

    Le responsabilità dello stato attuale della città di Reggio Emilia è da attribuire a chi non ha saputo imporre la conservazione delle proprie splendide consuetudini e del proprio stile di vita: al Reggiano.

    Non siete capaci di combattere per la vostra città, ma siete scappati e continuate a scappare tutt’ora, invece di lottare e ripristinare il vostro vero tratto identitario.

    Da meridionale che non si ritiene nè ”maranza”, nè ingnorante e nè tanto meno un rifiuto da bidone, come invece alcuni si arrogano il diritto di scrivere in modo indiscriminato.

    • Brenno

      Può anche tornare al “paradiso” dal quale è venuta forzatamente .
      I comportamenti incivili,cara signora, sono nel 90 % dei casi ben identificabili da parte di chi viene da luoghi dove il non rispetto del bene comune è un consolidato modus vivendi ( a partire da come ci si prende cura delle cose comuni e continuando con i comportamenti egoistici e incivili quali parcheggi alla cazzum ecc ecc) .
      E quindi per favore eviti il “voi” che nasconde una inconscia vergogna per sentirsi rappresentata da persone che compiono atti del genere e hanno forse la stessa provenienza .

      • Fabrizio

        Caro Brenno,
        cerchi di non perdere il focus del commento della signora. Il rischio altrimenti è quello di apparire “maranza” da tastiera… Da reggiano DOC le posso dire che affermazioni poco cortesi e villane del tipo “torni al suo paese” infastidiscono pure me.
        Forse la questione è proprio qua: siamo noi pronti al cambiamento che proietta Reggio Emilia ad una vera città metropolitana? Oppure vogliamo continuare a comportarci da piccoli provincialotti, radical chic solo quando ci è comodo?
        Tutti dobbiamo farci un esame di coscienza. Se questa è oggi la situazione, è anche forse perché chi dovrebbe sentirsi “padrone di casa” evidentemente non la vive abbastanza affinché le sue convenzioni rimangano tali. Se ne faccia una ragione. Io ho 40 anni, ho vissuto il degenero della società che mi circonda, ho partecipato attivamente quando potevo per contribuire al miglioramento della città, ma ciò che ho constatato sa che cos’è? La quasi totale assenza della partecipazione, in particolare modo della generazione dei più giovani. E se questo sta succedendo, se ne faccia una ragione anche la generazione che questi giovani li ha messi al mondo: qualcosa di sbagliato c’è stato.
        Ed ora è forse il momento di far virare questo status verso il ritorno alle nostre di consuetudini.
        Tutto qui.

  6. Fabrizio Bonacini

    Sono nato e cresciuto a Reggio, l’ho lasciata nel 1993 per lavoro e vi sono tornato stabilmente nel 2015 per motivi legati alla famiglia. Ho trovato un’altra città, peggioratissima e’ dir poco. A parte lo scempio di tutto quello che si vede ( mobilità, desertificazione, un’accozzaglia di etnie che, a dispetto di quello che si legge e si ascolta, non ha nessuna intenzione di integrarsi con il territorio), quello che più indispone, a mio avviso, è che il nativo si è rassegnato a vedere tutto questo e, mistero della “fede”, le amministrazioni presuntuose, ipocrite e bugiarde continuano a decantare la città come un’ottava meraviglia del creato (i cartelloni pubblicitari/promozionali che spesso compaiono, a nostre spese, sui viali della circonvallazione o sulle più importanti arterie della viabilità) ed ovviamente ad essere rielette. In tutti i settori e gli ambienti quando le cose non vanno, e’ necessario cambiare: qui non cambia nulla, se non peggiorare il peggio che già viviamo. Non dico che sono di Modena o di Parma o di Bologna, anche perché se Atene piange, Sparta sicuramente non ride. Io credo che tutta la nostra Regione sia molto simile ed ormai anche le realtà più piccole più nascoste non tarderanno ad uniformarsi. Io non posso farlo, ma a mio figlio ho detto appena puoi vattene. Anche questa non è una soluzione per il futuro, ma egoisticamente dico “carpe diem”.

  7. Ruggiero Lamantea

    Gentile Fangareggi, mi dispiace dell’accaduto. Evento che questa volta l’ha coinvolta direttamente, ma che si presenta ormai da tempo in città; per chi ha gli occhi per vedere. Comprendo il sentimento di rabbia, delusione ed impotenza che ha vissuto e che grazie alla persona accanto le ha impedito una condivisibile reazione – spesso sono le donne capace di mantenere il controllo e la lettura delle situazioni-. Cosa si può dire? Semplicemente che la città, ormai da più di vent’anni – complici le amministrazioni che non hanno saputo leggere i segnali che si presentavano – si è “meridionalizzata” nella sua accezione peggiore: assenza di regole, maleducazione ed assoluto disprezzo per il bene pubblico. Gli esempi sarebbero numerosi, ma sono sotto gli occhi di tutti – ripeto solo di chi vuol vedere -. Sono in disaccordo con un suo punto: non averli denunciati é un errore; comprendo l’eventuale pericolo di ritorsioni, ed il fatto che la magistratura o la polizia avrebbero potuto fare molto poco, ma il silenzio facilita questi comportamenti e li autorizza a ripeterli. So per esperienza diretta che non bisogna aver paura. Solo la pressione sociale ed altro potrà limitarli. Saluti
    R. Lamantea
    P.S. sono anch’io di origine del sud. É solo una info per non alimentare falsi commenti.

  8. Stefania violi

    Il mio bilancio di vita a Reggio Emilia mi ha portata a tornare in collina appena mio figlio fosse stato automunito. Non sono pentita

  9. Sauro

    Comunque badate bene che questo scempio sociale e questa maleducata arroganza diffusa, è un problema comune e diffuso ormai in tutto il paese e non solo nella nostra citta’. Noi eravamo abituati bene, ma ormai l’isola felice non esiste piu’ e benvenuti in questa italietta di analfabeti di ritorno, prepotenti, arroganti, bulletti e bulloni e soprattutto ignoranti allo stato brado. No future!!! E se potessi emigrerei anch’io…

    • Davide

      I genitori non sono in grado di fare i genitori, vogliono fare gli amici e già questo é sbagliatissimo, inoltre non ci sono regole e quelle poche non vengono fatte rispettare , gli unici controlli che vengono effettuati sono quelli dove si può far cassa.

  10. Gianni Vattani

    Una cloaca di citta´, amministrata in maniera indecente da tempo immemorabile.

    Tra 10 anni i pochi reggiani rimasti si rifugeranno sui colli.

    Il resto sara’conglobato in una immensa bidonville.

    Welcome to Favelas!

    • Pietro Ragni

      Purtroppo queste scene terribili e sconfortanti non sono prerogativa reggiana. Se decide di emigrare per questi motivi, bisogna che esca dall’Italia, scegliendo poi con molta attenzione il Paese in cui recarsi.

  11. debbi

    Condivido la tua riflessione infatti quando mi chiedono dove sono nato dico sempre di Modena o di parma anche se sono originale di reggio tanto a Reggio non c’è nulla se ci sono eventi fiera si va a parma e anche se capita incidente vai a Baggiovara o perma con elisoccorso 118 risponde parma trasporti pubblici sono a Modena camera di commercio a parma poi e avrei ancora di quante cose a perso in questi Anni b anno reggiani

    • Chry

      😄😄😄.
      Grande Nicola, cosa c’è da stupirsi, stessa scena capitata a me, e nonostante anni e anni di arti marziali, mi sono servite per fare finta di niente e lasciar correre, perchè nonostante tutto non sta bene fare spettacolo in mezzo alla strada, e pensa che ci lamentavano già 20 anni fa che Reggio stava cambiando e cos’e successo è peggiorata.

  12. Claudia Piccinini

    Mi dispiace, che sconforto assistere all’ennesimo esempio di pericolosa prepotenza nella nostra città: hai fatto bene a non reagire, è andata bene, ma che spavento!


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