Reggio, lavoratrice di Trenitalia aggredita da un uomo in stazione

agenti Polizia Stato e carabinieri controlli stazione Reggio Emilia – PDS

Nella mattinata di martedì 20 ottobre, intorno alle undici, una lavoratrice della biglietteria di Trenitalia, impegnata nelle attività di assistenza ai viaggiatori presso la stazione ferroviaria storica di Reggio Emilia, è stata avvicinata da un uomo che ha iniziato a molestarla con offese, spinte e strattonamenti, tanto da rendere necessario il trasporto della vittima in ospedale.

Solo grazie al tempestivo intervento di viaggiatori e colleghi sono state evitate conseguenze peggiori.

Stando a quanto emerso finora, l’aggressore sarebbe una persona già nota alle forze dell’ordine, nei cui confronti risulterebbero precedenti segnalazioni e denunce per fatti di varia natura.

“Qualora tali circostanze trovassero conferma anche solo in parte, la vicenda assumerebbe profili di ulteriore gravità”, sottolineano le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Orsa Ferrovie, che hanno anche espresso “la più ferma condanna per la grave aggressione” e “la nostra piena solidarietà e vicinanza alla lavoratrice coinvolta, ribadendo che nessuna lavoratrice e nessun lavoratore deve essere esposto al rischio di subire violenze mentre svolge il proprio servizio”.

Quanto accaduto a Reggio, per i sindacati, “rappresenta l’ennesimo episodio di una situazione che denunciamo da anni e che continua a mettere a rischio l’incolumità del personale ferroviario e dell’utenza in stazione e nelle aree ferroviarie dell’Emilia-Romagna: non possiamo accettare che le stazioni, luoghi di lavoro e spazi pubblici attraversati quotidianamente da migliaia di persone, diventino territori nei quali la sicurezza non è adeguatamente garantita”.

Le sigle sindacali hanno chiesto al prefetto di Reggio Salvatore Angieri di convocare con urgenza un incontro con istituzioni, forze dell’ordine e società interessate “per affrontare le criticità presenti nello scalo reggiano e individuare interventi concreti e strutturali per garantire maggiori condizioni di sicurezza. […] Le stazioni devono tornare a essere luoghi sicuri, non praterie nelle quali l’incolumità delle lavoratrici, dei lavoratori e dei viaggiatori viene quotidianamente messa a rischio”.



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