Sabato 3 marzo alle 18 al teatro Cavallerizza di Reggio è in programma il terzo e ultimo appuntamento del ciclo di incontri-concerto "Sulle note: tra Classico e Romantico" con il pianista Emanuele Ferrari, che conclude la serie raccontando Chopin e il Romanticismo poetico a partire dalla Ballata n.1 op.23 in sol minore.

“Ballata” significa racconto, narrazione di una storia. Ma come può la musica sviluppare un racconto senza le parole? Chopin dà la sua personale, originalissima risposta con la Prima Ballata, al cui centro non c’è il tempo degli eventi esteriori, ma quello dell’anima.
Tra meditazioni liriche e passi di bravura si dipana un tempo interiore fatto di presagi, trasalimenti, entusiasmi e cadute. Nella seconda parte della Ballata si accentua la dimensione epica: Chopin conduce l’ascoltatore a un finale memorabile che unisce l’eleganza dello stile, il movimento impetuoso e un impatto emotivo travolgente. È la romantica “epica dei sentimenti”, in cui l’oceano della vita interiore assume i toni grandiosi di un vasto poema.
Ferrari propone un nuovo approccio alla musica che unisce la magia di un concerto all’emozione di una visita guidata. I brani vengono suonati ed esplorati, nota dopo nota, come se fossero castelli incantati di cui svelare la bellezza e i misteri.
Emergono così i lati più insospettati della musica classica come l’umorismo, le contraddizioni e i colpi di scena: pezzi lontani nel tempo si rivelano attuali e vicini alla sensibilità odierna. Il percorso è arricchito da poesie, letture e immagini che aiutano il pubblico a capire meglio la ricchezza del brano, confrontandolo con altre espressioni artistiche della sua epoca.







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A questo si aggiungano le parole di Adelmo Cervi dal palco di Casa Cervi. La pace della quale si fanno paladini non si costruisce con […]
Dove il calcio e' sempre piu' apannaggio di atleti muscolosi e tecnici, occorre sapere sceglierli accuratamente.
Reggiani...quante poche bandiere, quanti pochi tricolori esposti nelle nostre case, alle nostre finestre o sui balconi. Che peccato.