Reggio. Ducato Estense, presentati lavori di riqualificazione di viale Umberto

umberto

Con la riattivazione delle Fontane e il restauro e la ricollocazione delle Statue delle Quattro stagioni nella loro sede storica, il settecentesco Stradone ducale, i lavori di riqualificazione e valorizzazione funzionale di viale Umberto I – parte della Passeggiata Settecentesca delineata dal Progetto Ducato Estense – sono conclusi.

Reggio Emilia riaccoglie questo storico spazio urbano con una grande festa on the road in programma domenica 16 ottobre, dalle ore 15.30 alle 20.30, con musica, danza, vivande, fuochi d’artificio e narrazioni storiche itineranti, per riscoprire e vivere insieme la bellezza e il significato del grande viale, restituito alle proprie funzioni di passeggio pubblico e luogo di incontro: non più un semplice rettilineo da percorrere, ma un luogo per fermarsi, incontrarsi, passeggiare, immaginare.

HANNO DETTO – “Con la festa di domenica prossima, riconsegniamo alla città uno spazio pubblico di grande bellezza e vivibilità, un pezzo di storia di Reggio Emilia, che ritorna tra noi con un fascino recuperato e con la capacità di rispondere ai bisogni attuali: un luogo antico e contemporaneo insieme. Prima era una strada di scorrimento, adesso è di fatto un parco, un parco in più per la città, per passeggiare, incontrarsi, svagarsi e ammirare le vestigia estensi restaurate, come Statue e Obelischi, e recuperate come le Fontane e il sistema del Verde, di eccezionale densità, risanato, reintegrato e implementato con nuove piante. La sicurezza stradale, la mobilità ciclabile e pedonale, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la qualità e puntualità dell’illuminazione sono anche questi elementi evidenti che migliorano e arricchiscono la città pubblica”, ha detto il sindaco Luca Vecchi, durante la visita al Viale in anteprima per i media.

“Rispetto ad alcune contestazioni – ha aggiunto – abbiamo avuto il coraggio di andare controcorrente, abbiamo creduto nella validità storica e ambientale del progetto, nella sua visione unitaria; abbiamo ottenuto importanti finanziamenti dal ministero della Cultura che ha riconosciuto la valenza della nostra proposta e con determinazione credo abbiamo raggiunto l’obiettivo che oggi possiamo apprezzare.

“Dobbiamo un grazie ai progettisti e alle maestranze – ha concluso il sindaco – che hanno pensato e realizzato queste opere, che si integrano nella Passeggiata Settecentesca prevista dal Progetto Ducato Estense, costituita dalla direttrice da piazza Gioberti a piazza Roversi, già riqualificate, poi via Ariosto ora in riqualificazione e appunto questo Viale che ci proietta verso la Reggia di Rivalta, dove i lavori di restauro e valorizzazione del Palazzo e del Parco sono in corso. A lavori ultimati, nei prossimi mesi credo potremo apprezzare un sistema urbano e periurbano molto rilevante, vivibile dai reggiani e attrattivo anche per chi verrà a visitare la nostra città”.

Alla preview di oggi hanno partecipato anche Massimo Magnani dirigente dell’Area Programmazione territoriale e progetti speciali del Comune di Reggio Emilia e il direttore dei lavori architetto Roberto Denti, che fa parte del pool di progettazione insieme con gli architetti Andrea Oliva e Maria Chiara Gandolfi e con il paesaggista e agronomo Giuseppe Baldi.

Dunque, ‘su il sipario’ per far festa!

LA FESTA – Il programma dell’Inaugurazione di viale Umberto I, domenica 16 ottobre, prevede:

ore 15.30 – davanti alla scuola primaria ‘Matilde di Canossa’

Quintetto di ottoni dell’Istituto Superiore di Studi Musicali ‘Peri-Merulo’

Gabriele Andreoli – tromba

Andrea Greco – tromba

Andrea Russo – corno

Marija Bilash – trombone

Davide Corti – tuba

ore 16 – 16.40 – 17.20 – 17.50 – davanti alle Statue delle quattro stagioni

Narrazioni storiche itineranti sul viale a cura di Nicola Cassone e Antonio Casoli

con

Presentazioni a cura delle alunne e degli alunni della scuola primaria Matilde di Canossa

ore 15.45 – 16.30 – 17.10 – 18.15 presso le Fontane

Fondazione nazionale della Danza / Aterballetto

MicroDanze / Eppur si muove_extended

coreografia: Francesca Lattuada

musica: Ludwig van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)

dalle ore 18 – ingresso dell’Ospedale ‘Lazzaro Spallanzani’

Proiezione di immagini storiche

ore 18.15 – presso le Fontane

Intervento di saluto del sindaco Luca Vecchi

e Accensione delle Fontane restaurate

ore 18.30 – presso le Fontane

Concerto

Massimo Zamboni La mia patria attuale

Lassociazione Di cani di lupi e d’umani

da un’idea di Gigi Cavalli Cocchi

ore 20.15

Fuochi d’artificio

Tutto il pomeriggio: erbazzone, gnocco fritto e vin brûlé.

Il programma è realizzato in collaborazione con Auser Reggio Emilia, Spi-Cgil Reggio Emilia, Arci Circolo Fenulli, Gruppo Donne ‘Il tè delle 5’, Associazione culturale ‘5 minuti’, Anpi San Pellegrino.

Con il contributo di Iren spa.

Gli orari sono indicativi e possono subire leggere variazioni.

In caso di maltempo la festa è rinviata a domenica 23 ottobre.


LA VIABILITÀ – Per consentire che tutto ciò avvenga, nel tratto di viale Umberto I compreso tra piazzale Lepanto e via Codro (piazza Cadorna) e nelle intersezioni con le laterali, è disposta l’interruzione del transito veicolare dalle ore 11 alle ore 23 del 16 ottobre, eccetto per i residenti di via Guido Rossa.

Inoltre, via Martiri della Bettola, dalle ore 19 alle ore 21.30 dello stesso giorno viene interdetta al transito veicolare e pedonale sul ponte del torrente Crostolo. Conseguentemente i veicoli che percorrono la strada statale 63 saranno deviati in via Bismantova. Infine, in via Murri, interruzione della circolazione veicolare dall’intersezione con viale Umberto I per circa 30 metri.

COSA È STATO FATTO – Il progetto di riqualificazione di viale Umberto I – tratto tra l’incrocio con via Codro e quello con via Magati – è stato volto alla ricerca di un equilibrio tra lo spirito del luogo e lo spirito del tempo, ovvero tra il restauro del bene culturale e l’esigenza di dare risposte a nuove funzioni urbane per la comunità. Intervenendo su un’area complessiva di circa 32.000 metri quadrati, con una lunghezza di oltre 500 metri e una larghezza media di 65 metri, il progetto ha mirato pertanto a individuare una soluzione che, da un lato, cerca di portare alla luce, per quanto possibile, il disegno storico originario e a valorizzarne le testimonianze storiche, dall’altro ha ambito a dare risposta alle istanze e alle nuove sensibilità quali la sicurezza urbana e stradale, l’accessibilità e fruibilità per tutti, l’utilizzo pubblico del bene per attività culturali, ludiche e sociali.

Il tutto per fare nuovamente oggi di viale Umberto I il pubblico e “delizioso passeggio fuori di porta Castello”, come veniva definito nel Settecento, quando fu creato su disegno dell’architetto e ingegnere ducale Ludovico Bolognini.


L’importo dei lavori, realizzati su progetto e cura del Comune di Reggio Emilia, è stato di 1.850.000 euro, di cui 1.300.000 finanziati dal Progetto Ducato Estense del ministero della Cultura e 550.000 euro finanziati dallo stesso Comune per la realizzazione della rotatoria di piazza Cadorna.

L’intervento ha realizzato:

il miglioramento della viabilità e della sicurezza stradale

la riqualificazione dei percorsi ciclabili e pedonali

l’abbattimento delle barriere architettoniche

il potenziamento e la riqualificazione del sistema dell’illuminazione pubblica

la manutenzione e il rinnovamento del sistema Verde

il restauro delle Fontane storiche e degli Obelischi di origine settecentesca

la ricollocazione e il restauro delle Statue delle quattro stagioni

Il progetto, autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, è stato presentato ai membri della Consulta Verde ed ha ottenuto il parere favorevole della Commissione per la Qualità architettonica e del paesaggio del Comune di Reggio Emilia.


Restauro delle Fontane storiche e degli Obelischi

I manufatti di pregio storico-architettonico – due fontane e quattro obelischi – che caratterizzavano l’aspetto storico del viale erano degradati dal tempo, dall’azione dello smog e dal susseguirsi di interventi incongrui. In particolare, le Fontane avevano perso la loro conformazione originaria per le modifiche al piano del viale causate da asfaltature e inserimento di nuove reti impiantistiche.

L’intervento ha realizzato il restauro della componente architettonica e impiantistica delle due fontane: è stato ripristinato il getto d’acqua centrale, mentre la vasca è stata impermeabilizzata e delimitata, come in origine, da un cordolo circolare che funge da seduta e contribuisce a restituire l’immagine originaria del manufatto.

I quattro Obelischi sono stati puliti e restaurati.

Obelischi e fontane sono stati infine valorizzati con l’introduzione di un sistema di illuminazione ad hoc.

Ricollocazione delle Statue delle Quattro stagioni

Le Statue raffiguranti le quattro stagioni, precedentemente ospitate all’interno del parco del Popolo, sono state ricollocate in viale Umberto I nel rispetto dell’assetto originario della strada. Le quattro Statue – alte circa 2 metri, i piedistalli anch’essi originali circa 1,7 metri, per un totale di 3,7 metri di quota per ciascuna opera, al netto dei basamenti – sono state pertanto smontate e rimontate con i propri basamenti sulle fondazioni predisposte lungo l’asse immaginario che congiunge gli Obelischi con il centro delle Fontane. Anche le quattro Statue sono state valorizzate con l’introduzione di un sistema di illuminazione ad hoc.

Le rappresentazioni iconiche di Primavera, Estate, Autunno e Inverno – scolpite con riconosciuta maestria (l’autore è incerto se non ignoto) in pieno Settecento utilizzando marmo di Verona e trasferite dalla Reggia di Rivalta al viale, quale dono alla città del duca Ercole III d’Este – sono state installate a seguito di verifiche storiche che hanno consentito di ricostruire la loro antica collocazione lungo lo Stradone.

Come si legge nel progetto: “Si prevede di posizionare le quattro statue con relativi piedistalli, così com’era in origine, sull’asse immaginario che congiunge gli obelischi e che passa esattamente nel centro delle fontane”.

Seguendo l’impianto originario, la disposizione delle statue è perciò, per entrambi i lati del viale: Obelisco – Statua – Fontana – Statua – Obelisco.

Riguardo al restauro, prima del trasferimento delle sculture dal parco del Popolo al viale Umberto I, si è proceduto con le operazioni preliminari di pulitura e consolidamento, utili alla messa in evidenza dello stato conservativo prima del trasporto. Sono stati pertanto rimossi i depositi superficiali incoerenti per poi passare alle opere di consolidamento mediante iniezioni e interventi di ristabilimento strutturale. A seguito di una adeguata e dettagliata campagna diagnostica, è stato realizzato un modello virtuale delle opere scultoree a scopo conservativo, museale, di archiviazione e studio. Protette e fasciate opportunamente, le Statue sono state imbragate, trasferite e posizionate lungo il viale. Infine si sono messe in campo opere di pulizia e restauro conservativo di statue e piedistalli con consolidamenti, ripristino delle stuccature e stesura di un idrorepellente protettivo.

Incremento dell’illuminazione pubblica

L’illuminazione del viale, soprattutto lungo la carreggiata stradale e i due viali interni, non rispondeva più alle attuali esigenze funzionali e di sicurezza urbana.

Il progetto dell’illuminazione ha introdotto lanterne su palo come quelle utilizzate nel tratto di viale Umberto I già riqualificato e lungo tutta la Passeggiata Settecentesca; ha trovato inoltre soluzioni illuminotecniche specifiche per gli elementi di pregio architettonico (Fontane, Statue e Obelischi).

Le lanterne su palo sono state disposte su 7 file parallele in corrispondenza del centro della carreggiata (doppia lanterna), dei viali interni e dei viali esterni, in modo da ottenere un sostanziale incremento dell’illuminazione della strada e degli attraversamenti, dei viali pedonali interni e dei viali ciclabili esterni.

L’illuminazione è stata realizzata interamente con proiettori a led.

Manutenzione e rinnovamento del sistema Verde

Precedentemente il viale era contraddistinto dalla presenza di 481 alberi distribuiti in quattro doppi filari: due doppi filari di tigli a corredo della strada e dei viali interni (piantati intorno agli anni Trenta del secolo scorso) e due doppi filari di specie diverse a corredo dei viali esterni (piantati nel corso degli ultimi anni senza alcun riferimento e rispetto del disegno storico iniziale).

Il progetto del Verde, acquisite e valutate le strategie generali nonché le condizioni di stabilità e vegetative degli alberi, ha previsto la manutenzione dei due doppi filari di tigli disposti lungo la strada e i viali interni (si tratta in sostanza dell’integrazione degli alberi mancanti) e il rinnovamento dei due doppi filari presenti lungo i viali esterni.

Al termine dell’intervento il numero di alberature presenti lungo il viale è aumentato di 74 unità rispetto ad oggi raggiungendo il numero di 555 esemplari.

Riqualificazione dei Percorsi ciclabili e pedonali ed Abbattimento delle barriere architettoniche

Il disegno del viale è caratterizzato dalla presenza di quattro Percorsi paralleli, due interni e due esterni. Per valorizzare gli aspetti architettonici e paesaggistici, la vecchia pavimentazione in asfalto stradale è stata sostituita con un conglomerato bituminoso miscelato a pietra naturale di colore chiaro e sono stati rinnovati e implementati gli elementi di arredo urbano.

L’intervento ha garantito l’Abbattimento delle barriere architettoniche per una maggiore accessibilità e fruibilità ai disabili.

La creazione di due nuove aree pedonali permette la sosta in prossimità delle Fontane storiche.

Miglioramento della viabilità e della sicurezza stradale

Viale Umberto I è interessato da significativi flussi di traffico, specialmente nelle ore di punta; inoltre, le sue ampie dimensioni favorivano il transito dei veicoli a velocità elevate.

Per fluidificare il traffico, limitare la velocità dei veicoli e garantire maggiore sicurezza agli stessi e alla cosiddetta utenza debole – pedoni e ciclisti – il progetto è stato interessato dalla realizzazione di una rotonda all’incrocio del viale con via Codro (piazza Cadorna), di uno spartitraffico centrale continuo, sul quale è disposto il sistema di illuminazione stradale, e di attraversamenti protetti.

Sono inoltre stati installati due impianti semaforici a chiamata (uno sul viale e uno su via Codro) a protezione degli attraversamenti degli utenti della scuola elementare.

LA STORIA DELLO STRADONE E DELLE SUE ‘STAGIONI’

LO STRADONE… – La realizzazione dello Stradone ducale fu commissionata, insieme al ponte di San Pellegrino, dal duca di Modena e Reggio Ercole III d’Este all’ingegnere e architetto Ludovico Bolognini nel 1788. I lavori si conclusero nel 1791.

Fino a questa data, l’area destinata alla costruzione dello Stradone era costituita da un enorme piazzale adibito allo svolgimento del mercato del bestiame denominato, per l’appunto, Mercato. L’area, ricavata nell’antico letto del torrente Crostolo (spostato nell’attuale alveo nella seconda metà del Cinquecento), era attraversata anche da una strada che terminava sulle rive del torrente.

Il duca e la sua corte, per andare alla Reggia di Rivalta, e più in generale tutte le persone che si muovevano da Reggio verso la montagna e viceversa, erano pertanto obbligate a guadare il torrente Crostolo.

Il progetto del Bolognini fu orientato, fin da subito, a creare un unico paesaggio architettonico, costituito dallo Stradone e dal ponte che, come egli stesso scrive, “produrrà un colpo di vista e di prospettiva”.

L’incisione di Guglielmo Silvester del 1791 e la corrispondenza intrattenuta, in occasione dello svolgimento dei lavori, tra il Bolognini e il ministro ducale Gian Battista Munarini illustrano perfettamente le ambizioni e i risultati raggiunti nella realizzazione di quel delizioso Passeggio.

Il nuovo Stradone, che si presentava come una scenografia verde, costituita da quattro filari di pioppi cipressini disposti in modo da suddividere lo spazio in tre settori (il viale centrale e i due parterre laterali adornati da fontane, statue ed obelischi), assume fin da subito una pluralità di ruoli: infrastruttura di collegamento tra la città e la campagna, tra la sede ducale di Reggio e la Reggia di Rivalta; luogo di pubblico passeggio con alte valenze urbane, anticipando, di fatto, quello che sarà il ruolo dei Giardini pubblici realizzati circa un secolo dopo; elemento di nuova definizione architettonica dello spazio (e del prestigio della casa d’Este), in linea con le principali esperienze europee volte a disegnare l’espansione della città oltre le mura storiche attraverso l’introduzione di piazze e boulevard in grado di creare suggestive prospettive grazie alle alberate che producono veri e propri colonnati arborei.

Purtroppo, lo Stradone così come fu voluto del duca e così come fu progettato e realizzato dal Bolognini ebbe, come la Reggia di Rivalta, vita molto breve.

La necessità di recuperare risorse per la popolazione indigente e dare lavoro alle maestranze in periodi di carestia, spinse in ben più di un’occasione l’amministrazione cittadina a trasformare le alberature in legna da ardere.

Fu così che nel 1816 i filari di pioppi cipressini vennero abbattuti per lasciare posto a “piante esotiche diverse”, rimosse nuovamente intorno alla metà del 1850 quando, probabilmente, fu modificata anche la struttura planimetrica del viale, per lasciar posto a nuove “piante esotiche di un solo genere” (platani), abbattute a loro volta all’inizio degli anni Venti del Novecento.

L’abbattimento e la sostituzione delle piante provocò una profonda trasformazione del paesaggio architettonico, non solo perché le alberate passarono da 4 a 6, con il raddoppio di quelle centrali, ma soprattutto perché si perse l’imponente scenografia prospettica generata dalla linearità e precisione geometrica dei pioppi cipressini, che si può ancora intuire in una fotografia scattata dal ponte negli anni Settanta.

Nel corso del XX secolo lo Stradone subì profonde trasformazioni. I platani abbattuti vennero sostituiti da due doppi filari di tigli a corredo della strada e da due filari misti (tigli e pioppi cipressini) ai bordi, le statue raffiguranti le Quattro stagioni vennero trasferite ai Giardini pubblici e le Fontane subirono profonde manomissioni.

Con il passare degli anni lo Stradone, aggredito dall’espansione edilizia, perse definitivamente sia il suo disegno originario, sia il suo ruolo di spazio pubblico. Caratteristiche e funzioni che il progetto di riqualificazione e valorizzazione ‘Ducato Estense’ gli sta oggi almeno in parte restituendo.

…E LE SUE STAGIONI – Tra le fonti storiche significative sulle Statue delle Quattro stagioni, lo studio di Antonio Cremona Casoli, Le statue dello Stradone fuori Porta Castello trasportate nei giardini pubblici, pubblicazione a cura del Municipio di Reggio Emilia del 1932, in cui è descritto “ …quell’antico passeggio cittadino, e della Villa Ducale di Rivalta…”. Al capitolo “Il dono di Ercole III” si legge:

“ …di queste elargizioni del Duca è anche memoria nel ‘libro grosso rosso’ del nostro Comune, ora presso l’Archivio di Stato. In esso ebbero l’onore di venir inserite la lettera 10 ottobre 1788 al Duca Ercole III° d’Este-Cybo, colla quale il Priore e gli Anziani lo ringraziavano di aver ordinata l’erezione del ponte sul Crostolo e del delizioso stradone, e del dono ha fatto delle quattro grandi statue in marmo e delle pioppe cipressine, e la risposta del Duca del 21 ottobre stesso da Sassuolo. Le quattro statue si pensò dapprima di destinarle ad ornamento del nuovo ponte – ‘secondo la direzione che ne darà il commissario ingegner Bolognini’ – forse a capo di ogni testata di esso; ma poi vennero molto meglio collocate nel mezzo dei prati fiancheggianti i viali centrali dello stradone e limitati dai due viali estremi, ed erano accompagnate da quattro guglie, ciascuna alle estremità, e da due vasche nel mezzo con piramide di pietre greggie, schiume e scorie, sormontate da un vaso di marmo di forma classica con finto fogliame di jucca”.

Le quattro statue furono dunque un dono del duca Ercole III d’Este alla città e, tolte dalla Reggia di Rivalta dove probabilmente erano state sistemate su una terrazza ora scomparsa, furono date esplicitamente per ornare il nuovo Stradone, progettato dall’architetto e ingegnere Ludovico Bolognini, incaricato dal duca, e autore fra l’altro della Sala del Tricolore (all’epoca Archivio comunale), del complesso del San Lazzaro e della strada e passo del Cerreto.

L’artista che scolpì le statue è di fatto sconosciuto, anche se alcune ipotesi lo individuano in Giuseppe Re da Castelvetro (Modena) o in Giambattista Bolognini il giovane, zio di Ludovico.