Referendum, il “no” di Massari: “La riforma indebolisce l’indipendenza della magistratura”

Marco Massari sindaco Reggio arcispedale Santa Maria Nuova – FB

Sono oltre 160 i sindaci e le sindache di tutta Italia che hanno già aderito all’appello promosso dall’Ali (Autonomie locali italiane) e dal Comitato della società civile per il No alla riforma costituzionale sulla giustizia, schierandosi nettamente e pubblicamente per il “no” in vista del referendum confermativo del 22 e 23 marzo prossimi.

Tra i firmatari c’è anche il sindaco di Reggio Marco Massari, che ha motivato così la sua posizione: “Questa modifica della Carta non migliora il funzionamento della giustizia e mette in discussione principi fondamentali della nostra democrazia. La riforma proposta indebolisce infatti l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, frammentando il Consiglio superiore della magistratura, introducendo il sorteggio al posto dell’elezione dei suoi componenti e sottraendo al Csm il potere disciplinare”.

Allo stesso tempo, per Massari, la riforma approvata dal parlamento “non affronta i problemi reali vissuti ogni giorno da cittadini, istituzioni e imprese – tempi lunghi, carenze di personale e risorse – e finisce per moltiplicare i costi. Preoccupa, inoltre, il clima di crescente delegittimazione della magistratura che accompagna questa riforma: l’indipendenza del potere giudiziario non è un ostacolo, ma una garanzia essenziale per l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e per il controllo di legalità sull’azione di governo”. Per queste ragioni, ha concluso Massari, “ritengo importante votare No”.



C'è 1 Commento

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  1. Gabriele

    “Non ho alcun dubbio che sia necessario marcare più nettamente la separazione tra magistratura giudicante e magistratura requirente”. E’ un sì convinto ma non fazioso, un sì detto da un riformista con storia politica che affonda le sue radici nel centrosinistra; soprattutto, un sì nel merito, quello pronunciato in direzione del referendum sulla riforma della giustizia Nordio-Meloni dall’ex ministro dell’Interno e più volte sindaco di Catania Enzo Bianco. Uomo di formazione liberal-repubblicana, poi cofondatore della Margherita, del Partito democratico e, in Europa, del gruppo Alde. Per Bianco, intanto, il faro è l’istituto referendario in sé.


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