Può essere che i cagnolini non riescano ad apprezzare l’arte umana, ma ciò non ne giustifica l’ostilità preventiva dei presunti padroni del mondo. Siamo nel 2023 e non vi sono negozi o ristoranti o luoghi di ritrovo in cui i cani – se al guinzaglio e in controllo del portatore – non possano entrare.
A Reggio Emilia invece accade che sia vietato l’ingresso ai quadrupedi accompagnati persino a una modesta retrospettiva di un grande fotografo, a palazzo da Mosto, proprietà Fondazione Manodori e organizzazione di Palazzo Magnani. Spiegazione offerta al già non foltissimo pubblico: si teme che le unghie canine possano deturpare il parquet.
Chissà se i brillanti guardiani del pavimento si rendano conto che fa certamente più danni un tacco dodici montato da un’umana piuttosto che una zampetta di un cagnolino addestrato. Nel commercio l’andazzo è già cambiato: ora respingere il cane accompagnato equivale a perdere il cliente. Nella cultura, invece, per paradosso si è ancora rimasti ad abitudini antiche e inutili.






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