Con una lettera inviata lo scorso 6 gennaio alla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e al presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, il cipriota Nikos Christodoulides, la Commissione europea ha ufficializzato il dietrofront sulla Pac (Politica agricola comune) 2028-2034, proponendo di aumentare di 94 miliardi di euro il budget destinato all’agricoltura nell’ambito del Fondo unico.
L’aumento, se confermato, porterebbe il totale del “budget agricolo” europeo a 387,7 miliardi di euro (40,7 dei quali per l’Italia), circa nove in più in termini nominali (cioè non tenendo conto dell’inflazione o del potere d’acquisto) rispetto al budget complessivo della Pac 2021-2027. Non solo, dunque, viene cancellato il preannunciato taglio del 22% alle risorse destinate all’agricoltura, ma per l’Italia è stata addirittura aumentata di un miliardo di euro la dotazione finanziaria rispetto al settennio attuale.
L’inversione a U è stata accolta con grande soddisfazione da Coldiretti, che nelle scorse settimane si era mobilitata in tal senso, con tanto di protesta proprio a Bruxelles: “Si tratta di un miliardo in più in confronto alla programmazione attuale, con un netto passo indietro rispetto al folle tentativo della von der Leyen di tagliare fondi agli agricoltori. Allo stesso tempo abbiamo chiesto di azzerare subito il dazio sui fertilizzanti introdotto con il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam)”.
Ora, secondo Coldiretti, “agli annunci devono seguire atti legislativi europei che senza ogni dubbio e discrezionalità garantiscano che questi soldi siano destinati alla difesa del reddito degli agricoltori”. Per l’associazione è importante anche “la modifica legata alle aree rurali, che consentirà di utilizzare per gli agricoltori il 10% del Fondo unico, circa 48 miliardi, che è stato uno degli elementi che Coldiretti fin dall’inizio ha portato all’attenzione del governo italiano e di cui si è fatta carico in tutti i dibattiti a livello europeo, ponendolo come elemento centrale. Queste risorse potranno essere utilizzate in modo concreto per affrontare il tema delle aree interne, delle aree collinari e delle aree montane, destinandole ai contadini che vivono e lavorano stabilmente in quei territori”.






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