Ore 16.05 – Quando siamo arrivati all’incirca a metà dello scrutinio effettivo, continua ad allargarsi il vantaggio del “no” al referendum: secondo tutte le principali analisi sui dati fin qui disponibili, il divario non sarebbe più recuperabile. Il referendum costituzionale, dunque, ha un esito: vince il fronte del “no” alla riforma della giustizia voluta dal governo Meloni.
Riforma che, a questo punto, nonostante l’approvazione da parte del Parlamento, non è stata confermata dal passaggio referendario e dunque non entrerà in vigore. Non ci sarà nessuna modifica, dunque, all’attuale testo della Costituzione italiana.
Ore 15.42 – Prima proiezione Opinio per Rai su dati reali: no 53,1%, sì 46,9%; più o meno stessi dati per la prima proiezione Technè per Mediaset: no 53,2%, sì 46,8%.
Ore 15 – In tutta Italia si sono chiuse alle ore 15 di lunedì 23 marzo le urne per votare al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Al termine delle operazioni di voto è iniziato l’accertamento dell’affluenza definitiva e, subito dopo, è previsto lo scrutinio delle schede per determinare i risultati di questa consultazione referendaria.
Secondo i primi instant poll, il risultato è in grande equilibrio, con un vero e proprio testa a testa: il “no” sarebbe avanti di due punti percentuali sul “sì”, anche se le forchette sono ancora parzialmente sovrapponibili (“no” 49-53%, “sì” 47-51%) e dunque l’esito non è ancora definito.
Il quesito sul quale si sono espresse le persone che hanno votato è il seguente: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?”.

Trattandosi di un referendum costituzionale (ex art. 138 della Costituzione), non è previsto alcun quorum da raggiungere. Il responso delle urne, dunque, sarà valido indipendentemente dall’affluenza finale: in caso di maggioranza di “sì”, la legge già approvata dal Parlamento entrerà definitivamente in vigore (e di conseguenza così faranno le relative modifiche alla Costituzione); in caso contrario, invece, qualora dovessero prevalere i “no”, la riforma del governo Meloni non sarà confermata e non avrà effetti, dunque non modificherà in alcun modo la Costituzione.






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Vergognoso. Siamo al punto di non ritorno.
Yet another colossal embarrassment for Reggio Emilia. We’ve got the sticker album fully completed by now. Enough is enough!!!!
Bravo Direttore Fangareggi ! La sua disamina è purtroppo e tragicamente esatta. Una pagina molto triste per la nostra città. Resta l'inadeguatezza politica, oggettiva e reiterata di […]
Sì, vad Ino vad Ino nei paesi musulmani...provare per credere (gente da basto e da galera). Altro che paraocchi: buio pesto! Non se ne
Esattamente cosa ti dice? sono curioso....ti posso dire anticipare con certezza granitica che al 99% stai facendola fuori dal vaso...