Al 31 dicembre 2018 in Emilia-Romagna le imprese femminili attive erano 85.006, pari al 21,1% del totale delle imprese regionali, con una leggera flessione (102 unità, pari a -0,1%) rispetto alla fine del 2017. Un risultato comunque migliore delle imprese non femminili, che hanno accusato invece una flessione più accentuata (-0,6%, pari a 1.827 imprese in meno).
È quanto risulta dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna. Negli ultimi quattro anni la demografia delle imprese ha mostrato un andamento migliore in Emilia-Romagna rispetto al livello nazionale.
In particolare le imprese femminili sono aumentate in dieci delle regioni italiane, e in Italia complessivamente dello 0,2%. L’incremento maggiore è stato registrato nel Lazio (+0,9%). L’Emilia-Romagna, invece, è risultata quindicesima per variazione percentuale. Nelle regioni con le quali l’Emilia-Romagna più spesso si confronta, le imprese femminili sono risultate in aumento dello 0,5% in Lombardia e dello 0,2% in Veneto, mentre si sono ridotte in Toscana (-0,1%) e in Piemonte (-0,6%).
In Emilia-Romagna la lieve flessione numerica delle imprese femminili è derivata dalla composizione di tendenze ampiamente divergenti: quella positiva dell’insieme degli altri servizi (+697 unità, pari a +1,8%), escluso il commercio, e quella negativa derivante proprio dalla riduzione della base imprenditoriale nel commercio (-490 unità, pari a un calo del 2,1%) e nell’agricoltura (-305 unità, ovvero -2,4%), mentre la consistenza delle imprese è rimasta quasi invariata nelle costruzioni e nell’industria (-0,1% per entrambi i settori).
Per quanto riguarda la forma giuridica, anche tra le imprese femminili le società di capitale stanno continuando ad aumentare notevolmente (+650 unità, pari a un incremento del 4,6%) per effetto dell’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata. Questa ha contribuito alla sensibile riduzione delle società di persone (-315 unità, con un calo del 2,5%), alla quale si è affiancata una più lenta – ma più ampia – flessione delle ditte individuali (431 in meno, cioè -0,8%). Anche le cooperative e i consorzi hanno fatto registrare una lieve contrazione (-0,4%).






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