Morto per Covid-19 Fausto Gresini, MotoGp in lutto

Fausto Gresini

Fausto Gresini non ce l’ha fatta. Il Team Gresini ha annunciato la morte dell’ex pilota e manager della scuderia di motociclismo, scomparso martedì 23 febbraio all’età di 60 anni (compiuti da pochi giorni) all’ospedale Maggiore di Bologna dopo aver lottato per due mesi contro le complicanze legate all’infezione da Covid-19, contratto poco prima di Natale.

Dopo un primo periodo in isolamento nella sua abitazione, il 27 dicembre scorso Gresini era stato ricoverato nell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola, per poi essere poi trasportato pochi giorni dopo (il 30 dicembre) a Bologna dopo un peggioramento improvviso delle sue condizioni. Da lì un alternarsi di alti e bassi, fino purtroppo al decesso causato dalle conseguenze dell’infezione ai polmoni. Lascia la moglie Nadia e i figli Lorenzo, Luca, Alice e Agnese.

Dopo una carriera da pilota di motociclismo, con 21 vittorie e due titoli mondiali nella classe 125 (il primo nel 1985 su Garelli, il secondo nel 1987), Gresini nel 1997 fondò l’omonimo team, di cui è stato per molti anni team manager e con il quale ha vinto il titolo iridato della classe 250 con Daijiro Kato nel 2001, della Moto2 con Toni Elias nel 2010 e della Moto3 con Jorge Martin nel 2018. In bacheca c’è anche un titolo nella MotoE, il campionato per moto elettriche, conquistato da Matteo Ferrari nel 2019.

“Il leggendario italiano ci mancherà”: così, in una nota, la Motogp e Dorna Sports si sono dette “profondamente addolorate” per la scomparsa di Gresini. “La sua memoria vivrà sia nei suoi risultati in pista sia nella sua eredità di fondatore e manager del team”. Anche il presidente del Coni Giovanni Malagò ha commentato con dispiacere la notizia: “L’ennesima perdita del nostro mondo, abbiamo una lista infinita di persone che se ne sono andate. Sono senza parole e affranto, un abbraccio alla famiglia”.



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