La Polizia di Stato ha lanciato una maxi-operazione contro lo spaccio di sostanze stupefacenti – e i reati connessi – in numerose province italiane, che ha portato complessivamente all’arresto di 384 persone, a 655 denunce e al sequestro di circa 1.400 kg di droga.
Le condotte criminose contrastate sono quelle riconducibili ai cosiddetti “regolamenti di conti”, ad alcune tipologie di reati contro il patrimonio, al porto illegale di armi e, più in generale, agli episodi di violenza.
Tra le Squadre mobili che hanno partecipato all’operazione c’è stata anche quella reggiana, che ha arrestato tre persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: due uomini italiani di 27 anni e un uomo di 44 anni di nazionalità ucraina.
Allargando lo sguardo all’intero territorio nazionale, l’attività degli investigatori, con il supporto di equipaggi del Reparto prevenzione crimine e di altri uffici delle Questure delle province interessate, ha consentito di identificare complessivamente ben 95.164 persone sospette (di cui 16.701 straniere, 10.848 minorenni), soprattutto in aree di spaccio o di cosiddetta “mala-movida”: per un migliaio di loro sono in corso di valutazione eventuali provvedimenti amministrativi di prevenzione.
Sono state 384 le persone arrestate (di queste, 166 sono straniere, sei minorenni), 655 invece quelle indagate in stato di libertà 655 (di queste, 256 sono straniere, 39 minorenni), soprattutto per reati contro la persona e il patrimonio ma anche per spaccio di sostanze stupefacenti e porto illegale di armi.
L’operazione “ad alto impatto” ha portato al sequestro di 35 kg di cocaina, 1.370 kg di cannabinoidi e un chilo di eroina; 41 armi da fuoco e 80 armi bianche; oltre 300.000 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
Sono state elevate anche 565 sanzioni amministrative di varia natura, la maggior parte delle quali per uso di sostanze stupefacenti e somministrazione illegale di bevande alcoliche. Sono inoltre stati individuati diversi profili social sui cui contenuti sono in corso verifiche per l’eventuale segnalazione alle competenti autorità giudiziarie ai fini dell’oscuramento: i profili, infatti, sono apparentemente riconducibili ai fenomeni criminali in questione.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu