Dopo l’operazione “Domino”, l’indagine che ha portato all’arresto di nove persone (tra queste anche Abu Rawwa Adel Ibrahim Salameh, un uomo di 52 anni fermato a Sassuolo) accusate di far parte e di aver finanziato, attraverso tre associazioni benefiche di solidarietà con il popolo palestinese, l’organizzazione terroristica Hamas, il sindaco di Sassuolo Matteo Mesini ha detto di aspettarsi “grande collaborazione e chiarezza da parte delle associazioni islamiche attive sul territorio”, sostenendo che la città “vuole garanzie chiare e trasparenti che non vi siano dubbi, né associazioni né attività che possano essere collegate ad Hamas o ad altre organizzazioni coinvolte in terrorismo”.
Una prima risposta è arrivata nel giro di 24 ore: la comunità di cittadini sassolesi di fede islamica, riunita nelle associazioni Acis, Al Medina e Al Huda, ha espresso in una nota congiunta “ferma condanna a ogni forma di terrorismo”, confermando “piena fiducia nel sistema giudiziario italiano e nelle istituzioni che lo governano”.
“Siamo profondamente preoccupati per le notizie recenti e riteniamo fondamentale che venga fatta piena chiarezza sui fatti, per il bene di tutti e nel rispetto della verità. Desideriamo ribadire con fermezza che non è mai stata promossa né accolta alcuna raccolta fondi destinata ad Hamas. In oltre trent’anni di presenza sul territorio, la nostra comunità ha sempre sostenuto le realtà in difficoltà, partecipando attivamente a iniziative di solidarietà e beneficenza. Tra queste, ricordiamo le raccolte fondi per l’ospedale di Sassuolo durante l’emergenza Covid, per i terremotati, per gli alluvionati e per altre calamità”.
“Il nostro impegno per la legalità, la pace e la non violenza è evidente e si manifesta attraverso un innegabile percorso di solidarietà”, hanno sottolineato le comunità islamiche di Sassuolo Acis, Al Medina e Al Huda: “Siamo cittadini che vivono, lavorano e crescono le proprie famiglie a Sassuolo, rispettando le leggi italiane e credendo nel dialogo e nel rispetto reciproco. In questo contesto, ci riserviamo di perseguire in ogni sede eventuali dichiarazioni diffamatorie che possano danneggiare la nostra comunità, a difesa del nostro comprovato percorso storico di non violenza e solidarietà. Ribadiamo i nostri valori di pace, convivenza e fratellanza tra i popoli, e ci mobilitiamo a sostegno di chiunque necessiti aiuto, nel rispetto della dignità umana”.






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