L’ultimo caso riguarda Paltrinieri, ma l’abitudine narcisistica di moltissimi tra i politici e amministratori italiani di appropriarsi dei successi degli altri nella poco nobile speranza di guadagnarne un vantaggio di immagine è tuttora assai diffusa. A parte i taglianastri seriali, i quali in fondo sono giustificati non svolgendo alcuna altra attività utile al popolo, l’assalto ai social come strumento propagandistico evidenzia un bisogno egotico che si è spinto via via ai confini della comicità anche a causa del furore da cui il social media manager di turno viene posseduto.
I media, garanti del distacco critico necessario per rendere comprensibile un evento, sembrano ormai inutili. Il rapporto si è fatto diretto, la notizia si fabbrica da sola, non c’è controllo, non c’è più attenzione al senso critico né rispetto per chi, praticando un giornalismo indipendente, rappresenta un valore fondamentale per una sana democrazia.
Ha vinto Paltrinieri? La Ferrari? Il campione sportivo di turno? Qualsiasi occasione è buona per cercare di acquistare senza sforzo un briciolo di visibilità. La smania narcisistica ha contagiato (quasi) tutti: qui pure la piantumazione di due alberi viene venduta come un grande balzo per l’umanità. Se vince Paltrinieri, è anche merito mio. E credono di essere furbi.






Ultimi commenti
Deliziosa prosa, peggio emilia è nota per le rampe di ri-lancio infatti.
Encomiabile la proposta di Eboli, ma altrettanto pia illusione, se ben conosco la protervia tipica e sempre più radicata della dirigenza locale (è sufficiente leggere
Bla bla anche peggiore del solito politichese...povero italiano, come cittadino e come lingua
Emerge ancor più indovinata la definizione che il Vescovo Giacomo Morandi ha dato del "crocefisso" e del "presepe". Li ha definiti "simboli passivi" della fede […]
La solita invenzione per sprecare denari magistralmente elaborata in supercazzolese. "Individuare e sostenere le energie under 35, singole o di gruppo, capaci di dare […]