L’ultimo caso riguarda Paltrinieri, ma l’abitudine narcisistica di moltissimi tra i politici e amministratori italiani di appropriarsi dei successi degli altri nella poco nobile speranza di guadagnarne un vantaggio di immagine è tuttora assai diffusa. A parte i taglianastri seriali, i quali in fondo sono giustificati non svolgendo alcuna altra attività utile al popolo, l’assalto ai social come strumento propagandistico evidenzia un bisogno egotico che si è spinto via via ai confini della comicità anche a causa del furore da cui il social media manager di turno viene posseduto.
I media, garanti del distacco critico necessario per rendere comprensibile un evento, sembrano ormai inutili. Il rapporto si è fatto diretto, la notizia si fabbrica da sola, non c’è controllo, non c’è più attenzione al senso critico né rispetto per chi, praticando un giornalismo indipendente, rappresenta un valore fondamentale per una sana democrazia.
Ha vinto Paltrinieri? La Ferrari? Il campione sportivo di turno? Qualsiasi occasione è buona per cercare di acquistare senza sforzo un briciolo di visibilità. La smania narcisistica ha contagiato (quasi) tutti: qui pure la piantumazione di due alberi viene venduta come un grande balzo per l’umanità. Se vince Paltrinieri, è anche merito mio. E credono di essere furbi.







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Hantavirus... solo il nome fa tremare... mi sa che questa volta per il greenpass ci vogliono i soldati in strada, ma tanti.
Il Primo Tricolore non fu il vessillo della Repubblica Cispadana, che cacciò (temporaneamente) i Duchi di Modena nel lontano 1797? Con l'appoggio della Repubblica Francese […]
Ma poi scusate, quali salotti in quel di Reggio Emilia? Dai su, un po’ di realtà. Più che salotti potremmo parlare di altro, non dico
L 'articolo profonde banalità sesquipedali giustamente sovrapponibili alla gloria perpetua che è nel destino del Peggio E. ...Amen!
Quando si parla di educazione è un qualcosa che mi rende felice bisognia partire dai bambini per avere un mondo migliore si spera