La madre e la sorella di Patrick Zaki gli hanno fatto visita, stamattina, nel carcere di Tora. Lo riferisce la rete degli attivisti che si batte per la liberazione dello studente dell’Università di Bologna, detenuto, senza un processo, da oltre un anno.
Zaki avrebbe voluto lasciare loro una lettera, ma le autorità, sempre secondo quanto riferiscono gli attivisti, gli si sono rifiutate di farla uscire, dicendo che decideranno se farlo un’altra volta. “Patrick – dicono gli attivisti – desidera ringraziare la sua università, le colleghe e i colleghi e la comunità di Bologna per il loro sostegno fin dal primo giorno. Patrick non è così allegro come è sempre stato, la prigione ha avuto un forte impatto sul suo spirito e la tristezza traspare da ogni sua parola. Ha voluto ringraziare particolarmente studenti e studentesse delle scuole italiane per le loro lettere, che lo hanno rallegrato molto quando sua sorella gliene ha parlato. Si augura di poterli andare a trovare presto, quando sarà fuori di prigione e quindi libero di ringraziarli di persona”.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno