Il consiglio di amministrazione di Iren ha approvato i risultati consolidati al 31 dicembre 2024, deliberando di proporre all’assemblea degli azionisti – in programma il prossimo 24 aprile – il pagamento di un dividendo pari a 12,83 euro per azione, in crescita dell’8% rispetto allo scorso anno. Per il Comune di Reggio è quindi prevista un’ipotesi di incasso di circa 10,7 milioni di euro.
I risultati del 2024 confermano una solida performance economica con un Ebitda – il margine operativo lordo – in crescita del +6,5% (pari a oltre 1.274 milioni di euro) e un utile netto di gruppo in incremento del +5% (pari a 268 milioni di euro). Nel corso dello scorso anno è stato realizzato il previsto piano di sviluppo, con investimenti complessivi per 942 milioni di euro (+1% rispetto all’anno precedente: 830 milioni di investimenti tecnici e 112 milioni di investimenti finanziari), il 76% dei quali destinati a progetti di sostenibilità.
Tra i principali indicatori economico-finanziari figura appunto l’Ebitda, il cui incremento è stato supportato dalla crescita dei business regolati e in particolare delle reti, dal contributo positivo dell’attività di vendita (Iren Mercato) e dall’ampliamento del perimetro di consolidamento alle società Acquaenna e Sienambiente.
L’indebitamento finanziario netto è risultato pari a 4.083 milioni di euro (il 4% in più rispetto a fine 2023), ma la crescita del margine operativo ha consentito una riduzione del rapporto debito netto/Ebitda a 3,2x.
Per quanto riguarda invece i principali indicatori di sostenibilità, oltre alla quota di investimenti sostenibili si segnala un’intensità carbonica pari a 315 gCO2/kWh: si tratta del 6% in meno se confrontata al 2023, con un calo riconducibile soprattutto alla maggior produzione di energia rinnovabile, in particolare idroelettrica. La raccolta differenziata è stata pari al 70%, in crescita di 2,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente. I rifiuti avviati al recupero di materia hanno superato la quota di un milione di tonnellate (il 13% in più rispetto al 2023), grazie ai maggiori rifiuti gestiti e all’incremento della capacità di trattamento del gruppo Iren. Le perdite idriche, infine, sono risultate pari al 31%: nonostante la recente integrazione di Acquaenna, il dato è rimasto in linea con il 2023.
Luca Dal Fabbro, presidente del gruppo Iren, ha commentato così i risultati: “Chiudiamo il 2024 approvando risultati positivi supportati sia dalla crescita organica dei diversi business sia da quella inorganica con l’integrazione di Acquaenna e Sienambiente. Il consolidamento societario non solo accelera la crescita e rafforza la presenza territoriale del gruppo, ma abilita anche nuovi progetti di sviluppo. Questa capacità di estrarre valore dalle società acquisite ci ha portati ad anticipare già nel 2025 il consolidamento di Egea, favorendo nuovi investimenti sui territori come lo sviluppo della rete di teleriscaldamento di Alessandria. Dal punto di vista finanziario nel corso dell’anno è cresciuto il peso della finanza sostenibile attraverso l’emissione di due nuovi Green Bond per un valore complessivo di un miliardo di euro. Inoltre, a gennaio 2025 abbiamo emesso il primo bond ibrido di Iren per un valore di 500 milioni di euro a supporto dello sviluppo inorganico”.
Un anno, il 2024, caratterizzato da importanti traguardi anche dal punto di vista della sostenibilità, ha sottolineato il vicepresidente di Iren Moris Ferretti: “Innanzitutto, abbiamo redatto per la prima volta una Relazione annuale integrata finanziaria e di sostenibilità, in linea con quanto richiesto dalla Csrd, applicando i nuovi standard di rendicontazione Esrs. Inoltre, nel corso del 2024 il percorso verso gli obiettivi di sostenibilità del piano industriale è proseguito in tutti i business: la raccolta differenziata ha raggiunto quasi il 70% in tutti i territori serviti, l’energia rinnovabile venduta è in incremento di oltre il 36% rispetto allo scorso anno, l’intensità carbonica è in calo di circa il 6% grazie al forte incremento di produzione idroelettrica e rinnovabile e le perdite idriche restano stabili al 31% nonostante l’integrazione delle società recentemente acquisite, nelle quali le performance sono ancora in via di ottimizzazione. L’impegno al miglioramento continuo nei risultati economici, finanziari e di sostenibilità è possibile grazie al contributo di oltre 11.300 persone, in crescita di circa 300 unità, che lavorano quotidianamente a supporto della creazione di valore che condividiamo con i nostri stakeholder”.
Per l’amministratore delegato e direttore generale del gruppo Gianluca Bufo i dati “confermano la traiettoria di sviluppo tracciata dal piano industriale e la capacità di Iren di adattarsi ai differenti contesti di mercato grazie soprattutto al proprio modello multibusiness. L’incremento di redditività, supportato dal recupero di marginalità della business unit Reti e dall’attività di vendita di commodity e servizi, ha consentito di ridurre il livello di indebitamento al 3,2x. Supportati dai risultati conseguiti, guardiamo al futuro per rendere Iren ancora più solida, attraverso una maggiore disciplina e selettività degli investimenti, che ci consentiranno di continuare a crescere prevalentemente nelle attività regolate e nell’incremento della qualità del servizio ai territori. Un futuro concreto già nel 2025 dove ci attendiamo un’Ebitda in ulteriore crescita, compreso tra i 1.340 e i 1.360 milioni di euro. Nei prossimi mesi lavoreremo con tutte le oltre 11.000 persone del gruppo e con il nuovo consiglio di amministrazione per definire un nuovo piano strategico per Iren che consolidi il ruolo della società come player di riferimento”.






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West e’ senza ombra di dubbio una persona con delle fragilita’ quindi a Reggio Emilia dovrebbe ricevere come minimo un Tricolore dalle mani di Don
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