Nuovo “scivolone” dell’algoritmo di censura di Instagram: a farne le spese, questa volta, è stato il profilo della Gypsotheca Canoviana e del museo Antonio Canova di Possagno, in provincia di Treviso, che raccoglie i modelli originali delle opere del celebre scultore italiano, uno dei massimi esponenti del Neoclassicismo.
Il profilo Instagram del museo ha pubblicato una foto che riproduceva un gesso di Paolina Borghese – opera appunto del Canova – conservato presso la collezione museale, ma l’immagine è stata censurata dall’algoritmo del social network, probabilmente a causa del seno nudo della figura rappresentata nella statua.
L’algoritmo, implementato dalla società americana per bloccare automaticamente nudi umani troppo espliciti, che sono espressamente vietati dalle condizioni d’uso della piattaforma, agisce solitamente impedendo la pubblicazione di immagini che ritraggono organi genitali maschili e femminili o i capezzoli femminili: in questo caso, dunque, con ogni probabilità il meccanismo non è stato capace di riconoscere che il seno immortalato nella foto apparteneva a una statua e non a una donna in carne e ossa, e ha proceduto di conseguenza a bloccare l’immagine.
Immediata la reazione dei gestori del museo, che hanno lanciato l’hashtag #freeantoniocanova chiedendo ai follower e agli amanti dell’arte in generale di protestare condividendo a loro volta sul proprio profilo Instagram l’immagine di alcune delle opere di Canova contenenti nudità.
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