“Questa ondata di odio arriva in un periodo di clima generale molto preoccupante”, affermano Paolo Burani (sindaco di Cavriago e presidente dell’Unione), Paolo Colli (Montecchio), Luca Bolondi (Canossa), Giuseppe Artioli (Campegine), Andrea Carletti (Bibbiano), Gianni Maiola (Gattatico), Franco Palù (San Polo) e Marcello Moretti (Sant’Ilario). “La Cgil si è sempre posta a sostegno dei diritti dei più deboli e il suo impegno è sempre stato fondamentale per la tutela dei lavoratori, delle lavoratrici, dei disoccupati, dei pensionati e non solo. L’intolleranza, atteggiamenti fascisti, derive xenofobe e omofobe, l’aggressività verbale e sociale non portano a niente di buono e di costruttivo per il nostro Paese. Crediamo che il clima politico e l’atteggiamento di vari esponenti politici nazionali, in questi giorni, siano un pessimo esempio e non fanno altro che alimentare l’odio verso chi viene considerato diverso da sé e legittimare chi ha atteggiamenti fascisti”. E proseguono: “Andrebbero invece intrapresi percorsi di conoscenza, di dialogo e di accoglienza. Siamo ancora un paese democratico? In cui il rispetto dell’altro è uno dei principi fondamentali? Dove sono finiti i principi di solidarietà, la pari dignità, l’uguaglianza? La storia non ci ha insegnato niente?”.







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