I sindacati reggiani: l’Asp Don Cavalletti “deve mantenere una gestione pubblica”

Asp Don Cavalletti RE

I sindacati provinciali Cgil, Cisl e Uil di Reggio hanno chiesto un incontro urgente ai sindaci dell’Unione dei Comuni montana per capire quali siano le intenzioni dell’ente riguardo al futuro dell’Asp “Don Cavalletti”.

Durante il mese di agosto, infatti, sono stati adottati provvedimenti che dovrebbero portare alla privatizzazione dei servizi agli anziani attualmente gestiti dal pubblico: una soluzione “che stupisce e preoccupa”, secondo i sindacati, considerando che il confronto sviluppato tra gli stessi sindacati e l’Unione dei Comuni su questo tema a partire dal 2017 aveva evidenziato come la gestione pubblica fosse sostenibile.

A questa conclusione si era arrivati tramite i lavori di un “tavolo tecnico” – composto da rappresentanti degli enti locali e delle organizzazioni sindacali – che aveva esaminato in modo approfondito la situazione economica e gestionale dell’Asp, a partire dalla situazione di bilancio, per verificarne la sostenibilità, individuando possibili interventi migliorativi a livello organizzativo e gestionale con lo scopo di recuperare risorse sufficienti a garantire il pareggio di bilancio.

“Sulla base dello studio prodotto dal gruppo di lavoro, in un incontro effettuato lo scorso 26 novembre i sindaci dell’Unione avevano convenuto che mantenere una gestione pubblica dell’Asp Don Cavalletti sarebbe stato possibile, posto che ci fosse la stessa volontà da parte dei nuovi amministratori locali, che si sarebbero dovuti eleggere a distanza di alcuni mesi”, hanno ricordato Cgil, Cisl e Uil.

In quella stessa riunione “ci era stata manifestata, invece, l’intenzione di esternalizzare la cucina, perché tale operazione (contrastata dai sindacati perché non necessaria per raggiungere il pareggio di bilancio) avrebbe consentito di realizzare ulteriori risparmi”.

Ora, invece, i sindacati denunciano come “sembra che la privatizzazione totale sia una soluzione ineludibile per mantenere i servizi, garantendo gli interventi di riqualificazione/messa in sicurezza necessari per l’agibilità della struttura”. Per i sindacati, invece, i fondi per la manutenzione straordinaria dell’Asp Don Cavalletti dovrebbero essere trovati non attraverso la privatizzazione completa, ma puntando su finanziamenti regionali/statali/europei, aderendo a bandi specifici.

“Anche da questo punto di vista – hanno ribadito Cgil, Cisl e Uil – c’era stata condivisione da parte dei sindaci, grazie pure a una nuova e più approfondita analisi dei periti che prevedevano un arco di tempo di 8 anni per fare i necessari interventi sulle infrastrutture, dando un ordine di priorità”.

“Se dopo le elezioni dell’aprile scorso le valutazioni dei sindaci, tutti riconfermati eccetto uno, sono mutate o se sono emersi nuovi elementi che hanno spinto l’Unione Montana verso l’esternalizzazione completa dei servizi agli anziani, vorremmo esserne informati direttamente e poterne discutere”, hanno chiesto le organizzazioni sindacali provinciali.

“Restiamo infatti convinti che l’Asp sia un valido strumento che consente di tenere insieme programmazione e gestione diretta dei servizi ai soggetti più fragili, mentre la totale dismissione del pubblico porterebbe inevitabilmente a una perdita di capacità di programmazione e di controllo dei servizi stessi, oltre che alla svalorizzazione del lavoro pubblico”.