La Camera del lavoro di Reggio, in occasione delle iniziative per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che ricorre il 25 novembre di ogni anno, ha deciso di ospitare lo spettacolo teatrale “Amorosi assassini. Facciamo finta di niente, dai…”, di e con Valeria Perdonò e con Rocco Rosignoli, che andrà in scena venerdì 22 novembre alle ore 16 nella sala Di Vittorio nella sede del sindacato in via Roma.
Fogli e un pianoforte, documenti e musica, cronaca e poesia, l’attualità col sorriso dell’ironia. Una donna che parla di donne con un uomo e insieme al pubblico. La storia di Francesca Baleani fa da filo conduttore, intrisa di citazioni, canzoni e riflessioni: da Esiodo alla Merini, da De Andrè a Gaber passando per Daniele Silvestri, Aristotele, Berkoff e il Trio Lescano, tra mamme, nonne e portinaie varie, per aprire una piccola riflessione sulla violenza sulle donne e sull’amore.
A seguire ci sarà un momento di discussione con Elena Strozzi della segreteria della Cgil reggiana, con l’avvocata Ethel Carri e con Silvia Iotti dell’associazione Nondasola di Reggio per tenere vivo lo sguardo su quello che è oggi un problema ancora irrisolto e un fenomeno che purtroppo continua a mietere vittime innocenti.

“La lotta contro la violenza sulle donne è una lotta per un radicale cambiamento culturale, quotidiana e costante”, ha sottolineato Elena Strozzi: “Un po’ di strada è stata fatta, ma ancora molta ne è rimasta da fare, soprattutto per quanto riguarda il superamento di stereotipi che vedono ancora mettere in dubbio le testimonianze e i racconti delle donne vittime di violenza”.
Il sottotitolo dello spettacolo – “Facciamo finta di niente, dai…” – per Elena Strozzi “è ciò che purtroppo accade ancora troppo spesso, come ancora troppo diffuso è un atteggiamento di superficialità e l’utilizzo di stereotipi comunicativi che tendono a rendere il problema della violenza sulle donne un problema solo delle donne. Così non è. Ogni insulto, molestia o violenza subita da una donna è un insulto, molestia o violenza subita da tutti e dall’intera società, che ogni volta ne esce più debole e frammentata. Dobbiamo imparare tutti insieme, donne e uomini, a non girarci dall’altra parte, ad ascoltare e a non giudicare”.







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