I medici hanno fatto uscire dalla rianimazione e sciolto la prognosi per la madre di Leon Asoli, il ragazzo di 19 anni accusato di avere avvelenato lei e il suo compagno, giovedì scorso, nell’appartamento a Ceretolo di Casalecchio di Reno (Bologna) dove la famiglia viveva. Guarirà in 30 giorni dall’intossicazione e molto prima (forse già la prossima settimana) potrà uscire dall’ospedale Maggiore e tornare a casa.
La donna di 56 anni è sopravvissuta al nitrito di sodio che ha ucciso il compagno, Loreno Grimandi, e che il figlio avrebbe aggiunto a un piatto di penne al salmone preparato per cena.
Per il 19enne, il Gip ha convalidato il fermo evidenziando anche le contraddizioni del suo racconto e disponendo la custodia cautelare in carcere. Anche per il suo stato, Leon resta per ora in un reparto di infermeria della Dozza, dove può essere sorvegliato. L’avvocato Fulvio Toschi, che lo difende, si è riservato di chiedere una perizia psichiatrica per il suo assistito che seguiva già un percorso di cura con uno specialista.






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Super soluzione, davvero!!! Vedremo se qualche bivaccante arriverà sotto casa dei maggiorenti...si fa per dire.
E così sarà un'estate rovente anche sul versante micro/macro criminalità! Il cartello dei NO vince sul pur banale senso comune latitante ...in comune appunto! I cittadini ringraziano
per quanto abbia un’attività rispettabile non credo si possa considerare un vero e proprio aeroporto il nostro Campovolo peraltro assurto a notorietà con grandi concerti […]
Polizia Locale di Rimini, con analoga Amministrazione comunale di sinistra: Da anni ha in dotazione quattro Unità Cinofile con più conduttori, organizzate con costante continuità, […]