La Commissione europea ha proposto di rivoluzionare il Quadro finanziario pluriennale dei prossimi sette anni (il Qfp 2028-2034) accorpando oltre 540 programmi in un unico contenitore.
Nel nome della semplificazione, il futuro “Fondo europeo per la prosperità e la sicurezza economica, territoriale, sociale, rurale e marittima sostenibili” (come è stato denominato il futuro fondo unico, primo pilastro del Qfp) accorperà un groviglio di linee di bilancio fino a oggi indipendenti, tra cui entrambi i pilastri della Pac (la Politica agricola comune europea – ovvero lo sviluppo rurale e i pagamenti diretti), il fondo di coesione e di sviluppo regionale, il fondo sociale, la politica comune della pesca – e, a partire dal 2028, anche il fondo sociale per il clima. Tutti i programmi manterranno la propria base giuridica, ma si muoveranno all’interno del contenitore comune.
Per l’assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna Alessio Mammi, però, la Commissione europea “è stata sorda alle richieste delle Regioni e dei gruppi parlamentari di maggioranza dei Socialisti, Popolari, Liberali e Verdi e alle indicazioni contenute nel piano Draghi: è caduto tutto nel vuoto, completamente ignorato dalla presidente von der Leyen e dal vicepresidente Fitto”, che rappresenta il governo italiano all’interno della Commissione.
La proposta di bilancio europeo per il periodo 2028-2034, secondo Mammi, “è una scelta sbagliata, priva di visione strategica a discapito delle necessità delle regioni d’Europa, dei territori e degli enti locali. Con un colpo di spugna, i fondi per lo sviluppo delle regioni europee subiscono tagli fino al 40%, mentre quelli per gli agricoltori di quasi il 20%, tagliando fuori chi meglio conosce le necessità di territori, imprese, agricoltori e cittadini: Regioni ed enti locali”.
“Siamo stanchi – ha aggiunto l’assessore Mammi – dell’Europa dei no, della burocrazia, della gestione centralista. Serve molto più coraggio e la volontà di mettere al centro le necessità dei cittadini, delle famiglie, delle imprese e delle comunità. Serve un investimento serio sul futuro delle politiche europee, partendo da un bilancio che offra sostegno a chi lavora e investe nei territori, perché si senta supportato negli investimenti.
Continueremo a dirlo, a opporci e a essere al fianco delle imprese, dei cittadini e delle persone”.






Ultimi commenti
Già, è un sintomo della levatura e dell' acume dell' esimio politico!
Bla bla bla/glu glu: chi beve di più?!? Per prudenza, meglio aspettare...
Il "centralismo democratico" fa ancora scuola. Dopo aver discusso, anche per molto tempo, si sceglie quello che la maggioranza del partito vuole. Anche contro coscienza.
Secondo la collaudata e marmorea Kim Jong un theory. In alternativa miniera.
Quelle braccia rubate all'agricoltura, in attesa che molti estimatori lo gratififichino con uguali squallidi commenti se mai volesse privarci della sua presenza, potrebbero nell'attesa