Mi associo alle parole del presidente Mattarella quando definisce la violenza contro le donne in Italia “un’emergenza pubblica”.
In questo paese muore ammazzata una donna ogni 72 ore, un dato mostruoso in sé, reso ancora più impressionante dal fatto che tre femminicidi su quattro accadano tra le mura domestiche. Gli assassinii vengono commessi da uomini italiani nel 74% dei casi, il che certo non consola ma smonta le tesi più becere circa la violenza di genere a sfondo etnico.
No. I numeri sono sconvolgenti e vanno osservati con un senso di vergogna da parte di tutti, a iniziare dagli uomini adulti. Una società che convive con una strage permanente fondata sul crimine di genere non è una società civile, e nessun appello, nessuna manifestazione o mobilitazione saranno mai sufficienti sino a che tale infame disumana pratica venga a ripetersi o a riproporsi.






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