È un cielo sempre più lugubre quello che si staglia all’orizzonte per le decine e decine di lavoratori e lavoratrici dello stabilimento Inalca di via Due Canali a Reggio, devastato e reso inutilizzabile dall’incendio divampato nella notte tra il 10 e l’11 febbraio del 2025.
Ora, a quasi un anno di distanza dal rogo, e con la cassa integrazione ormai in scadenza (al momento copre fino al 10 febbraio), l’azienda del gruppo Cremonini – contrariamente a quanto aveva prospettato per mesi, fino a qualche settimana fa – ha presentato ai rappresentanti sindacali un piano di esuberi particolarmente impattante, dalla consistenza vicina al numero totale dei dipendenti occupati nell’ex polo produttivo reggiano; tanto che i sindacati hanno subito lanciato l’allarme, denunciando il rischio di “licenziamenti di massa”.
Su tale ipotesi è intervenuto anche il sindaco di Reggio Marco Massari, esprimendo “forte preoccupazione” per il piano di esuberi: “È in gioco la quasi totalità della forza lavoro di quell’impianto, oltre 160 lavoratori e lavoratrici”, ha detto Massari, parlando di “piano che contraddice apertamente le posizioni espresse fino ad ora dal management aziendale, che mai fino ad ora aveva messo in discussione i posti di lavoro”.
“Restiamo in attesa del tavolo di crisi convocato nei prossimi giorni (il 16 gennaio, ndr) dalla Regione Emilia-Romagna, a cui parteciperemo anche come amministrazione comunale”, ha aggiunto il sindaco: “Sosterremo con forza tutte le misure volte ad attenuare questa proposta, con l’obiettivo di garantire un futuro occupazionale per tutti i lavoratori coinvolti”.
Per Massari occorre avviare “un percorso lungo e complesso di dialogo e confronto” tra le parti, le istituzioni e le associazioni imprenditoriali: perché questo possa avvenire, ha sottolineato il sindaco, “è fondamentale che vi sia un prolungamento degli ammortizzatori sociali da parte del governo, con l’estensione per altri sei mesi della cassa integrazione. Auspichiamo dunque che l’azienda riveda la proposta presentata, in un confronto aperto e costruttivo con le sigle sindacali e con tutti i lavoratori, ai quali non faremo mancare il nostro appoggio in tutte le occasioni in cui sarà necessario”.






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