Lo ha detto Luca Cari, dirigente comunicazione dei Vigili del fuoco, parlando dell’esplosione che si è verificata nella centrale idroelettrica Enel al lago di Suviana, Appennino bolognese ai confini con la Toscana, martedì pomeriggio e per la quale il bilancio ufficiale parla per ora di 3 feriti di 3 morti, 5 feriti e 4 dispersi.
Le vittime avrebbero tra i 35 e i 73 anni. “Non stiamo lavorando con molte speranze di trovare vivi i dispersi, lo scenario che abbiamo davanti non ci dà questa idea. La situazione è molto difficile, l’acqua sta salendo, stiamo lavorando al di sotto del livello del lago quindi con l’acqua che entra. Siamo già a 40 centimetri al piano -8 dove stavamo lavorando con le squadre di ricerca. Questa è una situazione molto difficile, sta entrando l’acqua, una situazione di rischio e pericolo per i nostri operatori”, ha sottolineato Cari. A entrare è proprio l’acqua del lago, che ormai ha invaso anche il piano coinvolto dall’esplosione della turbina. “Dobbiamo capire da dove entra e qual è la possibilità di mettersi al sicuro”.







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