Il comitato Salviamo l’Enza ha lanciato una raccolta di firme per chiedere un confronto pubblico e istituzionale sul progetto della diga di Vetto e, più in generale, sulle politiche di gestione dell’acqua, del territorio e della prevenzione del dissesto idrogeologico in provincia di Reggio Emilia.
Il primo appuntamento per firmare è quello di sabato 7 marzo dalle 9 alle 13 in piazza Fontanesi, a Reggio, dove sarà allestito un banchetto informativo che segnerà l’avvio della mobilitazione civica.
L’iniziativa accompagna due richieste formali rivolte alle istituzioni: da un lato la convocazione di una seduta aperta del consiglio comunale di Reggio, dall’altro una discussione tematica nel consiglio regionale dell’Emilia-Romagna sul dissesto idrogeologico, la prevenzione delle alluvioni e la gestione sostenibile delle risorse idriche.
Le petizioni chiedono “un confronto pubblico trasparente” che coinvolga esperti indipendenti, associazioni ambientaliste, rappresentanti del mondo agricolo e cittadini, con l’obiettivo, spiegano i promotori della raccolta firme, di “analizzare in modo approfondito le scelte che riguardano la gestione dell’acqua e la sicurezza del territorio”.
Tra i punti critici sollevati dal comitato Salviamo l’Enza ci sono l’impatto ambientale e paesaggistico che un grande invaso avrebbe sull’equilibrio della Val d’Enza, i possibili effetti sulla ricarica delle falde e sulla biodiversità del bacino, oltre ai costi economici e di manutenzione nel lungo periodo che ricadrebbero sulla collettività.
Il comitato sottolinea inoltre la necessità di valutare con attenzione possibili misure alternative alla grande opera: interventi diffusi di manutenzione del territorio, piccoli invasi, sistemi di gestione efficiente della risorsa idrica, recupero delle acque reflue e soluzioni agricole più sostenibili, “in un’ottica di adattamento ai cambiamenti climatici”.
“Questa raccolta firme nasce dalla volontà dei cittadini di aprire un confronto vero e trasparente su un tema che riguarda il futuro del nostro territorio”, spiega Duilio Cangiari, portavoce del comitato Salviamo l’Enza: “Parliamo di una scelta che potrebbe modificare profondamente l’equilibrio della Val d’Enza. Per questo chiediamo alle istituzioni un dibattito pubblico basato su dati scientifici, competenze indipendenti e partecipazione della cittadinanza”.
La raccolta firme proseguirà nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti sul territorio: sarà possibile firmare ogni sabato – per tutti i mesi di marzo e aprile – presso i banchetti organizzati dal comitato.






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