Degrado via Paradisi, Massari: “Capiamo il disagio ma le azioni in corso sono molte”

Marco Massari posa bandiere Mire Reggio Asmn – CoRE

Il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari ha risposto alla lettera che Roberta Notari, una cittadina reggiana residente nel condominio “Il Castello” di via Sani, aveva scritto alcuni giorni fa a 24Emilia e all’amministrazione comunale denunciando lo stato di grave degrado in cui versa la vicina via Paradisi, nella zona della stazione ferroviaria storica.

Riportiamo integralmente il contenuto della lettera di risposta inviata dal sindaco a Notari.

 

Gentile signora,
concordiamo con lei nel ritenere preoccupante la situazione di via Paradisi dal punto di vista del degrado, della sicurezza e della vivibilità per i residenti. Comprendiamo il disagio e la preoccupazione che state vivendo e desideriamo assicurarvi che l’Amministrazione comunale si sta impegnando per fornire possibili risposte alle problematiche poste.

La pubblica amministrazione, nell’approccio che abbiamo scelto, si muove attraverso incontri e confronti mirati ad approfondire i vari temi. Respingo quindi le accuse di organizzare troppi tavoli o convegni. Al di là dei titoli, che possono piacere o meno, per affrontare la complessità serve conoscenza, confronto, competenza.

Mi rendo anche conto che non le piacciano parole come “inclusione” o “rigenerazione urbana” ma sono pilastri – insieme alla sicurezza – che crediamo importanti per costruire opportunità di rinascita in quel quartiere e faremo tutto il possibile per rimettere in moto le tante energie positive che ci sono in quella porzione di città.

Nel dettaglio che lei mi sottopone, il Comune è al lavoro per affrontare le criticità relative ai garage e, più in generale, agli aspetti di degrado che incidono sulla sicurezza e sulla qualità della vita nel quartiere. Gli uffici stanno operando con la massima tempestività possibile, coordinando risorse e competenze per garantire risposte concrete e rapide.

Giovedì scorso ho coordinato una riunione operativa alla presenza del Vicesindaco, degli Assessori Rabitti e Prandi, di diversi dirigenti e tecnici comunali e dei vertici della Polizia Locale. L’incontro ha permesso di definire un primo quadro degli interventi necessari e di avviare immediatamente le azioni più urgenti. Tenga presente che abbiamo messo a bilancio 300.000 euro sul 2026 per effettuare opere di sistemazione urbana e decoro su aree pubbliche del quartiere.

Abbiamo bisogno di tutti e per questo ogni segnalazione è utile, così come lo sarebbe la collaborazione degli amministratori di condominio che operano in quella zona.

Per quanto riguarda l’ordine pubblico, come sa non è competenza del Comune ma dello Stato. Come sindaco, le assicuro che l’interlocuzione con le forze dell’ordine è quotidiana e che la zona di via Paradisi è spesso oggetto delle nostre richieste e dell’interesse degli operatori di pubblica sicurezza.

Per quanto riguarda invece la richiesta di chiusura dell’Open Day, dobbiamo fare alcune precisazioni. È vero che gli accessi sono in numero significativo, segno che è un servizio che serve, ma occorre precisare ancora una volta che in quel luogo NON si distribuisce crack o metadone, né si distribuiscono pipette per la riduzione del danno. In quel luogo si dà accoglienza e si offre un’alternativa, spesso temporanea, alla vita di strada di persone che già gravitano in quella zona.

Open Day è un servizio nato da una collaborazione tra Comune e Ausl, è gestito dalla coop Papa Giovanni XXIII ed è aperto tutti i pomeriggi dalle 15 alle 19 e al sabato dalle 9.30 alle 13.30 (in orario complementare rispetto ad altri servizi ad alta accessibilità). Attraverso la presenza di personale educativo e del servizio per le dipendenze patologiche dell’Ausl, offre:

● accoglienza, counseling sui temi legati ai comportamenti a rischio in ambito sanitario (utilizzo sostanze stupefacenti, comportamenti sessuali), ascolto, motivazione al cambiamento;
● supporto e connessione con la rete socio-sanitaria che lavora con le persone senza dimora (servizi sociali, servizi sanitari di base e specialistici, associazioni…) e che utilizzano sostanze stupefacenti, in particolare crack;
● fruizione informale dello spazio: utilizzo della rete wi-fi, stampante e consultazioni in rete mediate dagli operatori, ricarica cellulare, riposo, rifocillamento, socializzazione, stacco temporaneo dalla vita di strada.

Dall’avvio fino al 31 dicembre 2025, ha visto l’apertura in 140 giornate, ha registrato 1.352 accessi da parte di 141 persone, in prevalenza uomini over 30, per il 40% di nazionalità italiana. Il 70% delle persone fa parte della rete territoriale dei servizi sociosanitari, mentre la parte restante arriva tramite passaparola. Attraverso un monitoraggio costante delle presenze, è possibile verificare che la stragrande maggioranza delle persone viene dal contesto reggiano. Le persone che arrivano da fuori città sono davvero un numero insignificante.

In chiusura mi permetta di segnalarle quanto i problemi vissuti da molti cittadini a Reggio siano comuni a quelli di altre città. Recentemente, ho partecipato a un incontro organizzato da Anci a Roma, durante il quale tutti i sindaci – senza distinzione di colore politico – lamentavano la latitanza del governo rispetto ai temi di sicurezza urbana delle città. Siamo sostanzialmente lasciati soli su quel fronte e non riguarda solo i Comuni ma anche le forze dell’ordine, chiamate a presidiare le città con sempre meno agenti e sempre meno risorse.

Detto ciò, ripristinare condizioni adeguate di vivibilità e sicurezza è per noi una priorità assoluta e continueremo a dedicare la massima attenzione e il massimo impegno a perseguire questo obiettivo. Restiamo naturalmente a disposizione per un incontro di approfondimento con tutti i cittadini.

La saluto e la ringrazio

Marco Massari
Sindaco di Reggio Emilia

 

 

Leggi anche:

Reggio. Via Paradisi, un quartiere dimenticato (di Roberta Notari)



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu