Giovedì 12 febbraio a Bologna, nella sede della Regione Emilia-Romagna, si è tenuto il primo incontro del tavolo di salvaguardia occupazionale relativo alla crisi del gruppo Realco di Reggio Emilia dopo il deposito della richiesta di concordato preventivo al tribunale di Bologna e la nomina dei due commissari.
Erano presenti i rappresentanti dell’azienda, le organizzazioni sindacali, le Rsu (rappresentanze sindacali unitarie), l’Agenzia regionale per il lavoro e l’assessore regionale al lavoro Giovanni Paglia.
La crisi Realco interessa 140 punti vendita e circa 1.500 lavoratori tra diretti e indiretti (ad esempio quelli che si occupano di trasporti e logistica). I rappresentanti del gruppo della grande distribuzione hanno comunicato che nelle prossime ore partirà la richiesta di cassa integrazione per cessazione per 352 lavoratori e lavoratrici.
Nel frattempo è partita la ricerca di realtà imprenditoriali interessate a rilevare il gruppo. “Lavoreremo, dando un contributo alla procedura concorsuale, per favorire l’ingresso di nuovi soggetti operanti nella grande distribuzione organizzata”, spiega Paglia, secondo il quale “siamo di fronte a una situazione complessa, una delle più grosse crisi che abbiamo affrontato in Emilia-Romagna negli ultimi anni. Questo sia perché riguarda un numero importante di lavoratrici e lavoratori, sia perché va a impattare i servizi per le nostre comunità, in quanto sono coinvolti punti vendita che si trovano anche in frazioni o piccoli comuni del territorio emiliano-romagnolo”.
Il tempo, per Paglia, “è una variabile fondamentale: non possiamo entrare in una dimensione dilatoria e le offerte dovranno diventare vincolanti. Il fatto positivo da rimarcare è la presenza di più gruppi solidi e credibili della grande distribuzione organizzata pronti a intervenire. Le lavoratrici e i lavoratori sanno che c’è un indirizzo e una strada possibile, anche se ci sarà da fare dei sacrifici perché dovranno affrontare un percorso di ammortizzatori sociali, che potrebbero riguardare anche gli operatori dei punti vendita aperti. La Regione chiederà al sistema bancario di anticipare ai lavoratori in cassa integrazione le cifre che saranno corrisposte attraverso l’ammortizzatore”.






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