L’aggressione a un controllore di Seta avvenuta nella mattinata di martedì 3 febbraio sull’autobus di linea n. 3815, sulla tratta che collega Castellarano all’istituto scolastico Gobetti di Scandiano, è la dodicesima in due anni.
La vittima è un dipendente di Seta di 55 anni, residente a Rubiera e iscritto alla Fit Cisl. Ed è proprio il sindacato a (ri)lanciare l’allarme: “La violenza a bordo degli autobus è un fenomeno in crescita, e non da oggi: la stessa Seta lo ha messo nero su bianco nel suo bilancio 2024″, ricorda Gaetano Capozza, leader di Fit Cisl a Reggio Emilia. “E allora ci chiediamo perché un controllore sia stato brutalmente aggredito da un maranza senza poter contare su un numero sufficiente di colleghi necessari per poterlo proteggere”.
Secondo la ricostruzione di quanto accaduto a Scandiano, un giovane nordafricano, senza biglietto, ha insistito per poter passare lo stesso, alzando sempre di più la voce e agitandosi, mentre nel piazzale esterno un gruppo di coetanei lo incitava a scappare. Il controllore, a quel punto, ha acceso la bodycam in dotazione. Il ragazzo, per tutta risposta, ha iniziato a spingere e a tirare calci, colpendo il controllore con forza al torace (per lui una prognosi di dieci giorni), finché non è riuscito ad allontanarsi. Il filmato della bodycam è già stato consegnato da Seta ai carabinieri che stanno indagando sull’episodio.
“A questo lavoratore e a tutto il personale di Seta, sempre più in prima linea, va la nostra solidarietà”, ribadisce Capozza: “Ma siccome le belle parole non bastano, occorre prima di tutto dire la verità. Sul mezzo c’erano solo due controllori (Seta in una nota aziendale aveva invece parlato di tre, ndr) e, quando è esplosa la violenza, fomentata dal gruppo, il professionista aggredito non ha avuto, di fatto, scampo. I controllori devono essere almeno tre a bordo, e nelle zone scolastiche più calde servono school tutor contro risse e aggressioni”.
Seta, denuncia Fit Cisl, “non ha mai risposto alla richiesta di un incontro per la sicurezza dei lavoratori nel bacino di Reggio. Inviammo una domanda ufficiale insieme a tutti i sindacati territoriali il 27 settembre del 2023. Non è successo nulla”. Il 21 gennaio scorso proprio Capozza aveva scritto a Seta e al suo amministratore delegato Riccardo Roat chiedendo che le squadre di verifica fossero composte da un minimo di tre addetti, in modo da garantire una maggior tutela degli operatori in caso di violenze a bordo degli autobus.
“La cronaca, purtroppo, ci ha dato ancora una volta ragione”, dice oggi Capozza, “come se non bastassero le sei aggressioni subite dai controllori dal gennaio 2024 a oggi, oltre a quelle contro gli autisti e i passeggeri. Siamo a dodici casi: la punta dell’iceberg, dato che chi subisce violenze alla guida o mentre controlla un biglietto non sempre denuncia. Ricevere insulti viene ormai considerato uno standard, contro il quale c’è poco da fare. È inaccettabile e occorre reagire, con risultati tangibili”.
La risposta di Seta alla richiesta di Fit Cisl è arrivata dopo una settimana, il 28 gennaio. Ma per il sindacato non è stata adeguata: “Da un lato l’azienda evidenzia che le squadre sono generalmente composte da tre o quattro agenti verificatori, ma tale numero può essere ridotto per spalmare più controllori sul territorio, proprio come è successo a Scandiano. Così non va bene: capisco e condivido l’obiettivo di combattere i viaggiatori abusivi, ma non può essere una partita giocata con la sicurezza dei controllori. Seta deve intervenire, non si aspetti la prossima violenza”.






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