Il caso del servizio di rassegna stampa affidato dal Comune alla società amministrata dal marito dell’assessore Curioni, se è un caso, lo è semmai perché dimostra la pochezza della destra reggiana.
E’ quanto sostiene il segretario provinciale di Azione, Claudio Guidetti, che in una nota prende le difese dell’assessore Curioni, del marito e del Comune (“niente di strano, niente da nascondere, nessuno scandalo”) il cui unico errore è stato quello di rispondere al “surreale teatrino messo in piedi dalla destra”.
“La vicenda che coinvolge la delegata del sindaco, Raffaella Curioni, in relazione all’incarico per il servizio di rassegna stampa alla ditta Pressline, società di comunicazione di cui è amministratore il marito, mostra evidenti segni di strumentalizzazione – scrive Guidetti – Raffaella Curioni ha certamente sbagliato con questa replica e peggio ancora si è espresso il Comune. Non serviva. Appare evidente a tutti che marito e moglie parlino tra loro dei rispettivi lavori e problematiche della giornata e dei successi e insuccessi, come accade in tutte le famiglie. Niente di strano, niente da nascondere, nessuno scandalo. Perché, dunque, assecondare questo surreale teatrino messo in piedi dalla destra?
“Il vero problema è un altro e non riguarda Raffaella Curioni e il legittimo lavoro del marito. Riguarda invece questa opposizione di destra-destra tanto solerte nell’indignarsi per quisquilie anziché compiere lo sforzo di affrontare i grandi temi della città – continua il segretario di Azione Reggio Emilia – Non è dato sapere cosa pensino i destri sulle problematiche infrastrutturali ed economiche della città, come la viabilità nord-sud, la via Emilia bis, il centro storico, la mobilità, la scuola, la Famiglia, i diritti civili, il bilancio e gli investimenti e manutenzioni, il debito e i contenziosi, la dignità e qualità del lavoro e il caro vita. Finora ho visto solo interrogazioni sporadiche su vicende marginali alla ricerca della notorietà giornaliera. D’altronde il coraggio e le idee bisogna averle. Voglio dirlo con franchezza e il rispetto che ho e si deve agli avversari politici: osservando con attenzione questa destra, seppur democratica, non si coglie alcuna idea alternativa concreta ed attraente di città in grado di contenderne seriamente il Governo. Vien da pensare piuttosto che gli amici della destra, senza più centro, in realtà abbiano contratto con la sinistra locale più estrema e massimalista un accordo di sostanziale “desistenza”. Reggio Emilia ha bisogno di un progetto di dimensione europea, di una visione ampia, di autorevolezza, non di arroganza e di modeste liti da cortile, né tantomeno di spacconate populiste”.






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