Negli ultimi giorni si è manifestato come un fulmine a ciel sereno lo scontro tra giudici e pm del tribunale di Reggio Emilia sul processo relativo all’inchiesta “Angeli e Demoni”, che ha aperto uno squarcio sulle presunte anomalie negli affidamenti di minori nel sistema dei servizi sociali della Val d’Enza; quello che, nel tempo, è diventato più noto (anche a livello nazionale) come il “caso Bibbiano”.
Per il consigliere comunale reggiano (e avvocato) Giovanni Tarquini “le due diverse prospettive sull’interpretazione dei fatti e del processo emerse in questi giorni, da una parte quella di chi accusa e dall’altra quella chi è chiamato a giudicare, riguardano tutti noi.
Siamo da poco usciti da una bagarre referendaria, con vincitori e vinti, che ha lasciato segni profondi pur ancora nascosti dietro la quotidianità e che, tuttavia, agli occhi dei più non ha prodotto sostanziali cambiamenti. Ma ciò che appare all’orizzonte e che traspare da contrasti come quello sul caso del processo di Bibbiano è l’avvio, o forse il risveglio, di una fase concitata di tentativi di affermazione dei diversi punti di vista, laddove l’assetto democratico del paese consente di esprimerli con forza e vivacità, pur sempre con il limite del reciproco rispetto”.
“Quello che anche la nostra città non deve mai dimenticare”, sottolinea Tarquini, “per la forte incidenza e per l’effetto sulla quotidianità, dunque sulla nostra vita, è che ogni atto di accusa pur articolato e complesso e pur sostenuto da impegno, dal lavoro delle forze di polizia oltre che dal tempo e dalla fatica, non può mai essere sbandierato come una certezza. Deve invece fare i conti con quel baluardo di garanzia incarnato dal principio di terzietà del giudice e di definitività del giudizio solo quando saranno esauriti, o non attivati, i rimedi giurisdizionali”.
Prima di questo, “ogni azzardo è fuori dalle regole e dal perimetro della democrazia, così come è estranea al processo ogni contestazione che colpisca le persone al di fuori di un confine accusatorio che si concentri sui fatti e sulla loro ricostruzione e interpretazione. Più volte mi è capitato di rimarcare l’importanza di un costante collegamento tra l’apparato amministrativo della città, gli strumenti di informazione e gli organi giurisdizionali, inquirenti e giudiziari. Continuerò a farlo nella ferma convinzione che processo e società devono camminare insieme sul binario dei principi di democrazia. È chiaro, peraltro, che la differenza come sempre continueranno a farla le persone”.






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Bravo Direttore Fangareggi ! La sua disamina è purtroppo e tragicamente esatta. Una pagina molto triste per la nostra città. Resta l'inadeguatezza politica, oggettiva e reiterata di […]
Sì, vad Ino vad Ino nei paesi musulmani...provare per credere (gente da basto e da galera). Altro che paraocchi: buio pesto! Non se ne
Esattamente cosa ti dice? sono curioso....ti posso dire anticipare con certezza granitica che al 99% stai facendola fuori dal vaso...
Hai uno pseudonimo che dice tutto... lascia perdere
Buongiorno. A Torino hanno chiesto la dichiarazione esplicita di antifascismo per poter presentare un libro. Il Padiglione Russia alla Biennale di Venezia 2026 ha riaperto […]