Camere di commercio, la Regione Emilia-Romagna chiede al governo di spostare in avanti i termini per le fusioni

Camera di commercio

La Regione Emilia-Romagna ha chiesto al governo Conte di prorogare il termine – fissato al momento al prossimo 15 ottobre – per chiudere la complessa vicenda della riorganizzazione delle Camere di commercio, che sul territorio emiliano-romagnolo riguarderebbe due casi: l’integrazione degli enti camerali di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, da una parte, e di quelli di Ferrara e Ravenna.

Il “Decreto Agosto”, infatti, impone ad alcune Camere di commercio di procedere entro 60 giorni con gli accorpamenti previsti dalla riforma del sistema camerale nazionale (che farebbe passare le Cciaa dalle attuali 105 a 60) voluta nel 2016 dal governo Renzi, pena la decadenza degli organi direttivi e la nomina di un commissario per ciascun ente camerale inadempiente.

“Sono processi che, in questa fase particolarmente critica per il mondo economico, pensiamo possano essere ragionevolmente spostati più avanti nel tempo”, hanno commentato il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’assessore regionale allo sviluppo economico Vincenzo Colla, che hanno chiesto al governo di intervenire nella fase di riconversione del decreto legge 104 del 14 agosto scorso stralciando o sospendendo l’articolo 61, quello appunto relativo all’accelerazione del percorso di aggregazione delle Camere di commercio.

“Adesso tutti i nostri sforzi, assieme a quelli del sistema economico-produttivo emiliano-romagnolo, devono essere concentrati a sostenere lavoro e occupazione, affinché le imprese possano essere protagoniste della ripartenza post-Covid”, hanno aggiunto Bonaccini e Colla: “In questo momento la nostra principale preoccupazione è salvare imprese e posti di lavoro. Condividiamo quindi le preoccupazioni di enti locali e associazioni di categoria sui rischi di depotenziare in questa fase nevralgica le Camere di commercio. Non siamo ancora usciti dall’emergenza, e non ci pare sia questo il momento giusto per sostenere un delicato confronto tra territori, istituzioni e rappresentanze associative. Perché ora è necessario affrontare insieme il tema di come favorire la ripresa economica”.

“Quando saremo usciti da questo tunnel – hanno concluso Bonaccini e Colla – vorremmo poter affrontare non solo il tema delle aggregazioni tra Camere di commercio, ma anche confrontarci sul ruolo del sistema camerale regionale. Ma, per ora, chiediamo al governo di non aggiungere un altro elemento di delicatezza a un quadro già di per sé molto problematico come quello rappresentato dall’attuale situazione economica”.



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